Può un figlio richiedere il vaccino anti-covid anche senza il consenso dei genitori?

Premetto che sono vaccinata!

Devo però constatare che tutto questo clamore degli ultimi giorni in cui due ragazzi toscani vorrebbero portare in Tribunale i genitori, per non aver dato il consenso al vaccino anti-covid, non mi convince.

L’elemento assolutamente dirimente è la non obbligatorietà del vaccino.

Il vaccino anti-covid in Italia è stato reso obbligatorio, dal decreto-legge n. 44/2021, esclusivamente per i professionisti e personale sanitario, con un arco temporale limitato fino al 31 dicembre 2021.

E, stando alla pronuncia della Corte Costituzione n. 5/2018, non può esserlo!

Affinché l’obbligo vaccinale possa ritenersi compatibile con i principi dell’art. 32 della Costituzione, la Corte Costituzione sancisce che, tra altri elementi, deve esserci “la previsione che esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che vi è assoggettato, salvo che per quelle sole conseguenze, che, per la loro temporaneità e scarsa entità, appaiano normali di ogni intervento sanitario e, pertanto, tollerabili” (ivi);”.

In merito al vaccino anti-covid, quasi quotidianamente i giornali ci notiziano di morti sospette post vaccino e questo perché ad oggi, nella fase embrionale di sperimentazione in cui ci troviamo, siamo probabilmente tutte cavie inconsapevoli.

Proprio per questo nessuno Stato ha reso obbligatorio il vaccino!

Anche il Consiglio d’Europa ha affrontato recentemente il tema dei vaccini anti-covid approvando in data 27 gennaio 2021 la Risoluzione 2361, nella quale tra l’altro ha espressamente escluso che gli stati possano rendere obbligatoria la vaccinazione anti-covid e ha inoltre vietato di usarla per discriminare lavoratori o chiunque decida di non avvalersene.

E questo il decreto legge n. 44/2021 sembra averlo ignorato.

Inoltre, elemento non è di poco conto, lo stesso decreto legge dispone un’esimente penale a favore dei sanitari per i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose conseguenti a reazioni fatali in sventurati sottoposti a vaccinazione. E questo, quindi, non lancia già di per se un campanello di allarme?

 

Il quadro normativo descritto è utile per dirimere la questione sollevata dai due minorenni toscani che vorrebbero adire il Tribunale per farsi autorizzare l’inoculazione del vaccino anche in mancanza del consenso dei genitori.

I minorenni non hanno capacità di agire, pertanto non possono partecipare personalmente in giudizio. Quindi sarebbe necessaria la segnalazione della questione al Pubblico Ministero che valuterà, se intende l’interesse meritevole di tutela, l’apertura di un procedimento dinanzi al Tribunale per i Minorenni.

Il Collegio giudicante, dopo l’apertura del procedimento, dovrà necessariamente nominare il curatore speciale del minore che agisce in giudizio nell’interesse di quest’ultimo.

Infine, sempre il Collegio, sulla scorta della normativa citata e delle posizioni espresse in giudizio, emetterà il provvedimento di autorizzazione o diniego.

A conclusione dell’analisi effettuata, ci si domanda quindi, tra questi soggetti (Pubblico Ministero, Curatore speciale, Collegio), chi si assume la responsabilità civile e penale di autorizzare l’inoculazione di un vaccino non obbligatorio ed in fase di sperimentazione embrionale, di cui i genitori del figlio minore sono contrari?

A voi la risposta!

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