Il mantenimento riconosciuto alla moglie in appello

È possibile ottenere l’assegno di mantenimento se il Tribunale ha rigettato la mia richiesta ben due volte?

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia e dell’Avv. Maria Giulia Fenoaltea.

Tribunale di Roma

 

 

Il coniuge che in sede di separazione non ha percepito l’assegno di mantenimento richiesto, può ottenerlo in Corte D’Appello? Si, unicamente se ci sono i presupposti di legge.

IL NOSTRO CASO

La signora Adele si separava dal marito nel 2017 dopo 23 anni di matrimonio, dal quale è nato un figlio, oramai maggiorenne. In tale sede, il giudice non riconosceva alla moglie un assegno di mantenimento, per l’inesistenza dei presupposti di legge, in quanto il marito percepiva solo gli introiti dal suo reddito da lavoro e ancora non percepiva l’assegno vitalizio per una carica dal lui ricoperta molti anni prima.

Tuttavia la signora Adele, successivamente, chiedeva la modifica delle condizioni di separazione, al fine di ottenere l’assegno di mantenimento stante il miglioramento delle condizioni economiche del marito. Tuttavia il Tribunale rigettava nuovamente le richieste della signora, la quale, supportata dal nostro team e certa delle sue ragioni decideva di investire la Corte D’Appello di Roma.

 

 

 

 

IL PROVVEDIMENTO DELLA CORTE D’APPELLO DI ROMA

La Corte D’appello di Roma con la sentenza n. 3180 DEL 2019  riteneva il nostro appello fondato, sulla base dei seguenti motivi.

I coniugi hanno convissuto per 23 anni, e per ben 20 anni il marito ha garantito alla famiglia un agiato tenore di vita. Quest’ultimo, infatti, con il suo lavoro all’interno del parlamento, garantiva alla moglie, tra le altre cose, l’affitto di una prestigiosa abitazione nel cuore di Roma, corrispondendo un elevato canone d’affitto ( 2.500,00 € mensili).

Viceversa, la moglie, in costanza della vita matrimoniale poteva contare unicamente sul suo stipendio da pubblica impiegata ed attualmente percepisce un modesto reddito da pensione.

Ebbene, ad avviso della Corte D’Appello di Roma, il Tribunale ha errato nel rigettare la richiesta di un contributo al mantenimento per la signora Adele, in considerazione dell’età della donna (oltre 70 anni), della durata del matrimonio e della contribuzione economica del marito alla vita familiare, ma soprattutto delle modificate condizioni economiche del marito e della conseguente disparità di reddito fra le parti.

Difatti, in sede di modifica delle condizioni, la donna vantava il pieno diritto di percepire un assegno di mantenimento, considerati i lauti introiti del marito.

In conclusione, può accadere che il Tribunale non valuti adeguatamente una determinata circostanza, in questi casi, qualora ci sia piena fiducia nel proprio legale, è necessario investire in un procedimento D’Appello, poiché, come è accaduto alla signora Adele, la giustizia esiste.

 

 

 

 

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