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Agosto 2020 Il Tribunale di Roma accoglie il ricorso della mamma per il trasferimento del bambino nella nuova città

Un genitore separato/divorziato si può trasferire con figlio in un’altra città senza il consenso dell’altro?

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia e dell’Avv. Maria Giulia Fenoaltea.

 

 Accade spesso che il genitore collocatario del minore abbia la necessità di trasferirsi, per motivi di lavoro, economici, o di natura personale, in un’altra città rispetto alla residenza abituale.

Nel caso in cui l’altro genitore non sia d’accordo la decisione è rimessa al Giudice.

IL CASO

Vittoria (nome di fantasia) si è separata dal marito, Daniele (nome di fantasia) molti anni fa. Dall’unione è nato Arturo (nome di fantasia) che, dopo la separazione, come stabilito dal giudice, conviveva prevalentemente con la madre in un’abitazione sita in Roma.

Il padre, esercitava il suo diritto di visita del minore, tuttavia la madre, è da ritenersi il genitore di riferimento del bambino, con la quale ha sempre vissuto, che si è sempre occupata in via prevalente dei compiti di assistenza e cura del medesimo e che svolge l’attività lavorativa di insegnante con orari compatibili con i predetti compiti.

Vittoria, successivamente alla separazione, ha intrapreso una relazione con un altro uomo, con il quale ha deciso di costruire una famiglia. Difatti, nel gennaio 2021 darà alla luce un altro figlio. Il nuovo compagno di Vittoria abita e lavora in un altro Comune, a pochi chilometri di distanza da Roma e pertanto Vittoria desiderava trasferirsi presso la di lui abitazione insieme al figlio Arturo, anche per far crescere i due fratelli insieme.

Vittoria si rivolgeva al nostro studio, molto preoccupata, poiché il suo ex compagno, Daniele, si opponeva fermamente al trasferimento del minore, deducendo che avrebbe creato un grave pregiudizio per il figlio, anche in considerazione del cambio di istituto scolastico che avrebbe dovuto affrontare.

Il team di Studiodonne, ricorreva immediatamente al Tribunale di Roma in luglio 2020 per chiedere il trasferimento del minore, mediante richiesta di divorzio con modifica delle condizioni di separazione e sottolineando l’estrema urgenza in considerazione dell’inizio della scuola in settembre cm.

Abbiamo tuttavia fatto presente alla nostra assistita che, in situazioni analoghe, assume rilevanza primaria, il diritto del minore ad una sana crescita e ad uno sviluppo armonico della sua personalità, nonché a mantenere, solidi ed adeguati contatti e rapporti con entrambi i genitori.

 

 

IL PROVVEDIMENTO DEL TRIBUNALE DI ROMA

Il Tribunale di Roma con il decreto n. 14146/2020 del 1 settembre 2020, in primo luogo rilevava che il novellato art. 316 c.c., nel definire la responsabilità genitoriale, prevede che siano i genitori di comune accordo a stabilire la residenza abituale dei figli minori e che, pertanto, l’eventuale trasferimento dei figli a fronte del dissenso di uno dei genitori può essere autorizzato o ratificato solo qualora siano provati giustificati motivi che rendano tale soluzione necessaria, dovendosi, in mancanza, rigettare la richiesta al fine di preservare l’habitat dei figli medesimi, inteso non solo come abitazione, ma anche come rete di relazioni familiari, scolastiche ed amicali.

Nel caso di specie il Tribunale ha configurato la sussistenza di giustificati motivi per concedere il trasferimento del minore con la madre.

In particolare il Tribunale di Roma ha ritenuto che la distanza fra i due Comuni non era tale da impedire un rapporto continuo con il padre, che la convivenza dei due fratelli avrebbe certamente giovato al minore e che, il luogo del trasferimento era ben noto al minore, poiché ivi trascorre il periodo estivo, e pertanto è già inserito nel relativo contesto sociale. Inoltre Vittoria è nata e cresciuta in detto Comune, nel quale sono presenti tutti i suoi affetti ed esercita un’attività lavorativa che le consente di trascorrere molto tempo con il figlio e di aiutarlo quotidianamente.

In conclusione, il giudice ha ritenuto che il trasferimento della residenza del minore proposto dalla madre non arrecasse alcun pregiudizio per il figlio minore e che non fosse lesivo del diritto alla bigenitorialità.

Per tali motivi, in modifica delle condizioni di separazione, il Tribunale concedeva alla nostra assistita il trasferimento del figlio minore nel luogo da lei prescelto.

Segue pdf originale del Tribunale di Roma

sentenza Trib.Sezione civile

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