Assegno divorzile e compensazione del sacrificio delle aspirazioniì della moglie

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia e dell’Avv. Maria Giulia Fenoaltea

“Il sacrificio delle aspirazioni lavorative della moglie va compensato con l’assegno divorzile?”

Assegno divorzile e compensazione del sacrificio delle aspirazioniì della moglie

L’assegno divorzile consiste nell’obbligo di un coniuge di corrispondere all’altro un contributo economico.

I presupposti e le finalità dell’assegno divorzile sono diversi rispetto a quelli dell’assegno di mantenimento, poiché l’assegno divorzile deve garantire al coniuge sia l’adeguato sostegno per vivere, sia il tenore di vita goduto durante il matrimonio.

 

CAMBIA QUALCOSA SE LA MOGLIE HA CONTRIBUITO ALLA CARRIERA DEL MARITO SACRIFICANDO LA PROPRIA, PER OCCUPARSI DEI FIGLI?

Assegno divorzile e compensazione del sacrificio delle aspirazioniì della moglie 

La risposta alla domanda è affermativa; difatti, in tema di assegno divorzile, secondo i più recenti orientamenti, il giudice è tenuto a decidere sulla quantificazione dell’assegno anche verificando ed accertando se e quanto l’altro coniuge abbia contribuito alla carriera  dell’ex marito e quindi alla formazione del patrimonio familiare (https://studiodonne.it/2020/03/13/assegno-divorzile-alla-moglie-che-ha-dedicato-la-propria-vita-alla-carriera-del-marito/).

 

Le più recenti sentenze, infatti,  chiariscono che l’assegno divorzile si fonda anche sul principio di solidarietà, ed è pertanto volto a riconoscere all’ex coniuge anche “un livello reddituale adeguato al contributo fornito nella vita familiare in concreto, tenendo conto in particolare delle aspettative professionali sacrificate, fermo restando che la funzione equilibratrice non è finalizzata alla ricostituzione del tenore di vita endoconiugale, ma al riconoscimento del ruolo e del contributo fornito dall’ex coniuge economicamente più debole alla formazione del patrimonio della famiglia e di quello personale degli ex coniugi”. (Cassazione civile sez. I, 05/05/2021, n.11790).

 

 

COSA STABILISCE OGGI LA CORTE DI CASSAZIONE?

Assegno divorzile 

In altri termini, oggi l’orientamento della giurisprudenza è unanime: il contributo apportato dall’ex coniuge, che non ha lavorato per occuparsi della famiglia è uno dei criteri per la determinazione dell’assegno divorzile.

Difatti anche la recentissima ordinanza della Cassazione ha confermato che: “l’assegno divorzile va riconosciuto quando, dall’accertamento compiuto dal giudice di merito, emerge una disparità reddituale dalle risultanze delle dichiarazioni dei redditi, e rileva la necessità di compensare l’ex coniuge del sacrificio delle proprie aspirazioni professionali per la famiglia”.

(Cass. civ. Sez. VI Ord., n. 13724/2021).

 

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