LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE E OBBLIGAZIONE NATURALE

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia e dell’Avv. Maria Giulia Fenoaltea

Posso chiedere alla mia ex compagna la restituzione dei denari utilizzati per i lavori di ristrutturazione della sua abitazione?

 

COS’È UN OBBLIGAZIONE NATURALE?

L’obbligazione naturale è l’adempimento di un dovere morale o sociale, tale per cui il debitore, pur non avendo il dovere di adempiere, una volta eseguita la prestazione non può più ottenere la ripetizione di quanto prestato.

L’art. 2034 del nostro codice civile, assolve la funzione di far rientrare nel mondo del diritto, valori morali e sociali che non avrebbero rilevanza per l’ordinamento.

Con l’articolo in questione, il legislatore prevede una eccezione al principio della ripetizione dell’indebito, sulla base del presupposto che la prestazione eseguita spontaneamente esclude la ripetizione di ciò che è stato pagato in quanto sufficientemente giustificata (da valori morali-sociali).

 

Pertanto, in seguito ad una richiesta di restituzione di quanto versato in adempimento di valori morali o sociali, il giudice deve compiere una duplice indagine finalizzata in primo luogo ad accertare se ricorra un dovere morale o sociale, ed in secondo luogo se tale dovere sia stato spontaneamente adempiuto.

L’oggetto della prestazione può consistere sia in somme di denaro, che in beni mobili.

 

Sebbene il legislatore con la norma in esame abbia ammesso la possibilità che vi siano obbligazioni naturali (oltre ai casi specificamente previsti), la giurisprudenza raramente ha elevato i doveri della morale sociale al rango di obbligazioni naturali.

Tuttavia, sono state fatte rientrare nel novero delle obbligazioni naturali quelle nascenti dalla convivenza more uxorio, escludendosi il diritto del convivente di ripetere le eventuali attribuzioni patrimoniali effettuate nel corso o in relazione alla convivenza (Cass. I, n. 1277/2014).

Ciò posto, qualora un convivente more uxorio spenda delle somme in favore della compagna (ad esempio per effettuare dei lavori di abbellimento dell’immobile di quest’ultima) si può considerare quale obbligazione naturale e pertanto chiederne la restituzione?

COSA HA STABILITO LA CASSAZIONE?

Un uomo chiedeva alla sua ex compagna (convivente more uxorio) la restituzione di tutte le somme versate per eseguire una serie di lavori di ristrutturazione ed opere di abbellimento nell’immobile di esclusiva proprietà dell’ex compagna convivente.

La Cassazione ha in primo luogo specificato che i costi supportati per i lavori di ristrutturazione eseguiti nella casa della ex compagna convivente costituiscono a tutti gli effetti un’obbligazione naturale qualora siano adeguati alle circostanze e proporzionati al patrimonio del solvens (Cass. n. 3713 del 13/03/2003; Cass. n. 14732 del 07/06/2018; Cass. n. 11303 del 12/06/2020).

Nello specifico la suprema corte sanciva che in tema di convivenza more uxorio, un’attribuzione patrimoniale a favore del partner convivente può configurarsi come adempimento di un’obbligazione naturale allorché la prestazione risulti consona alla situazione ed in linea con le condizioni economiche e sociali dell’ex convivente ed in quanto non esorbitante dalle esigenze familiari e rispettoso dei minimi di proporzionalità ed adeguatezza. (Cassazione civile sez. VI, 01/07/2021, n.18721).

In conclusione, avendo la corte configurato tale prestazione come obbligazione naturale, l’uomo non potrà chiedere la restituzione delle somme impiegate per i lavori di cui sopra.

 

 

 

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