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Mantenimento alla ex in cerca di lavoro

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia e dell’Avv. Maria Giulia Fenoaltea.

La mia ex moglie rifiuta opportunità lavorative, posso farle revocare l’assegno di mantenimento?

 

QUALI SONO LE CONDIZIONI PER OTTENERE L’ASSEGNO DI MANTENIMENTO?

assegno di mantenimento

Come sappiamo, il provvedimento economico dell’assegno di mantenimento viene assunto dal giudice, ovvero può essere liberamente stabilito dalle parti al fine di regolamentare la crisi familiare.

Tale istituto, in sede di separazione personale dei coniugi, è disciplinato dall’art. 156 c.c. e dall’art. 5 L.898/70 in sede di divorzio.

Il concetto di mantenimento, prima del nuovo orientamento giurisprudenziale, aveva una portata molto ampia, poiché comprendeva quanto risultava indispensabile alla conservazione del tenore di vita equivalente alla posizione economico-sociale dei coniugi.

In seguito alla Sentenza “Grilli“, estesa anche alla separazione, sono parzialmente cambiati i criteri per attribuire l’assegno di mantenimento, nel senso che il criterio del tenore di vita (anche in sede di separazione) ha perso valore rispetto al criterio dell’autosufficienza del coniuge avente diritto.

Ebbene, attualmente i criteri di determinazione possono così riassumersi:

  1. A) La proporzione dell’assegno alle sostanze dell’obbligato: occorre prendere in considerazione la situazione economica dell’obbligato al momento della domanda giudiziale.
  2. B) Le condizioni economiche del beneficiario: occorre verificare sia il reddito di lavoro, che patrimoniale del coniuge beneficiario, ed anche la capacità lavorativa dello stesso.

Sul punto, infatti l’art. 156 c.c. contempla quelle situazioni in cui, pur in presenza di una possibilità di lavoro per il coniuge beneficiario, non può essere costretto a ridimensionare ed a trasformare un sistema di vita, soprattutto quando in relazione all’età, non è possibile iniziare o riprendere una attività lavorativa.

Inoltre, il giudice, nel determinare l’assegno di mantenimento, dovrà tenere conto dell’utilizzo della casa familiare.

È necessario, tuttavia, sottolineare che l’assegno di mantenimento cosi come quello divorzile è sempre revocabile qualora mutino le condizioni di cui sopra, attivando un procedimento di modifica delle condizioni di separazione o divorzio.

IL CASO

mantenimento alla ex assegno

 

La corte di Cassazione con la recentissima sentenza n. 19020/2020, ha stabilito che il marito, qualora non voglia corrispondere l’assegno di mantenimento alla moglie deve provare che la stessa abbia rifiutato delle opportunità lavorative.

In questo caso, un uomo era ricorso per Cassazione, sostenendo di non essere più obbligato a corrispondere l’assegno mensile alla moglie.

L’uomo sosteneva che la donna, ormai convivente con un altro uomo, avrebbe avuto molte opportunità lavorative, che la stessa non ha colto a causa della tranquillità economica data dall’assegno del marito.

Tuttavia la corte di Cassazione, ha ritenuto non provata la sopravvenuta stabilità economica della moglie addotta dal marito, in quanto -le dedotte occasioni di lavoro- non avevano questa caratteristica, sia per la collocazione geografica che per il carattere episodico.”

In particolare, a detta del marito, la signora avrebbe rifiutato alcuni incarichi lavorativi in alcune scuole del nord Italia, tuttavia il ricorrente non era riuscito a produrre la documentazione attestante tali fatti, per il rifiuto degli istituii scolastici giustificato dalla tutela della privacy.

Ebbene per la Corte, la mancanza di prove a sostegno delle deduzioni del ricorrente, e quindi l’inesistenza di una stabilizzazione economica da parte della donna, hanno causato il rigetto del ricorso, e la condanna dello stesso al pagamento delle spese processuali.

 

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