Indagini tributarie sul coniuge: Il Tribunale di Milano Sezione IX accoglie la necessità di indagini nella separazione e divorzio

Indagini tributarie sul coniuge: Il Tribunale di Milano Sezione IX accoglie la necessità di indagini nella separazione e divorzio

Nelle cause di separazione e divorzio l’elemento su cui, come è noto, si concentrano le maggiori discussioni tra i coniugi e che richiede una particolare attenzione del Giudice nell’esercizio del suo potere decisorio, anche in considerazione della rilevanza degli interessi in gioco, è costituito dalla commisurazione dell’eventuale assegno di mantenimento in favore del coniuge beneficiario e dei figli.
A tale scopo appare imprescindibile una corretta ricostruzione delle capacità reddituali e patrimoniali dei due coniugi.
La rilevanza pubblicistica dei provvedimenti da assumere in materia, suscettibili di incidere in maniera rilevante su beni primari della persona, giustifica gli ampi poteri concessi al Giudice nell’acquisizione delle prove, poteri la cui ampiezza e’ stata ulteriormente estesa in seguito all’introduzione delle Legge n. 162 del 2014.
IL CASO
Tizio proponeva reclamo in Corte di Appello avverso l’ordinanza presidenziale pronunciata dal Presidente f.f. nel giudizio di separazione instaurato nei confronti della moglie Caia, nella quale si evidenziava l’esigenza di accertare la sua effettiva situazione economico-patrimoniale.
La Corte di Appello adìta confermava i provvedimenti presidenziali e, con essi, la necessità di effettuare ulteriori indagini sulle capacità reddituali di Tizio, anche in considerazione delle condotte simulatorie e di occultamento patrimoniale poste in essere nel corso del giudizio.
Il Tribunale decideva pertanto con ordinanza di delegare ai competenti Uffici della Guardia di Finanza le indagini tributarie dirette ad accertare la consistenza economica del patrimonio di Tizio, avvalendosi degli ulteriori poteri previsti all’uopo dalla Legge 162 del 2014.
LEGISLAZIONE
Il nostro ordinamento consente al Giudice investito di una causa di separazione o divorzio, di disporre, in deroga ai princìpi generali, indagini finalizzate all’acquisizione di prove ritenute necessarie per la determinazione delle capacità reddituali e patrimoniali dei coniugi.
Ma quali circostanze giustificano l’utilizzo dei poteri officiosi da parte del Giudice?
Devono sussistere le seguenti condizioni:
Insufficienza della documentazione depositata, in base alla quale non risulta possibile stabilire con ragionevole certezza le capacità reddituali e patrimoniali dei coniugi;
Contestazione dei redditi indicati da uno dei coniugi da parte dell’altro.
Qualora sussistano tali condizioni è consentito al Giudice effettuare le indagini tributarie allo scopo di addivenire all’esatta determinazione delle capacità patrimoniali dei coniugi e, di conseguenza, ad una corretta determinazione dell’assegno di mantenimento.
Le norme che consentivano eccezionalmente di derogare al principio dispositivo erano costituite, sino all’introduzione della Legge 162 del 2014, esclusivamente dall’art. 5 della Legge 898 del 1970, concernente il divorzio ma ritenuta applicabile in via analogica anche in materia di separazione, e dall’art. 337 ter, VI comma, c.c. – nel quale è stato trasfuso, con il D. Lgs. 154 del 2013, il previgente art. 155 c.c. – che ammette indagini tributarie nell’interesse dei figli.
I poteri di accertamento del Giudice sono stati ulteriormente ampliati dal Legislatore con l’introduzione del D.L. 132 del 2014, convertito in Legge 162 del 2014.
L’intervento legislativo è stato giustificato dall’esigenza di dotare il Giudice di nuovi strumenti necessari a fronteggiare le sempre più diffuse e sofisticate tecniche di occultamento patrimoniale poste in essere dalle parti in questo tipo di procedimento al fine di sottrarsi agli obblighi contributivi.
E’ stata pertanto prevista la possibilità del Giudice di accedere alle banche dati tramite i gestori (art. 155 quinquies disp. att. c.p.c.), nonché l’estensione ai procedimenti in materia di famiglia delle disposizioni concernenti la ricerca telematica dei beni da pignorare (art. 155 sexies disp.att. c.p.c.).
Infine, attraverso la modifica dell’art. 7 del D.P.R. 605 del 1973, è stata estesa ai procedimenti in materia di famiglia l’utilizzabilità delle informazioni comunicate all’Agenzia Tributaria.
Il Tribunale, con l’ordinanza in commento, ha valorizzato appieno le novità legislative introdotte dalla Legge 162 del 2014 delegando alla Guardia di Finanza tutti gli accertamenti tributari e patrimoniali consentiti dall’ordinamento, così sintetizzabili:
Accesso alle banche dati tramite i gestori e ricerca dei beni in modalità telematiche;
Utilizzazione informazioni comunicate all’Agenzia delle Entrate;
Accertamento consistenza del patrimonio immobiliare dell’onerato e di eventuali partecipazioni societarie, anche se intestate a soggetti diversi;
Accertamento dei redditi dichiarati ai competenti Uffici Tributari;
Acquisizione informazioni in merito a depositi bancari ed eventuali carte di pagamento.
CONCLUSIONI
La necessità di effettuare indagini tributarie nell’ambito di un procedimento di separazione dei coniugi o di divorzio sorge qualora vi sia l’esigenza di accertare l’effettiva capacità economica dei coniugi, ove sorgano contestazioni anche in relazione ad eventuali condotte simulatorie.
In tali circostanze al Giudice è consentito di disporre le indagini di polizia tributaria al fine di reperire le informazioni necessarie per la quantificazione dell’assegno di mantenimento, potendo altresì, in virtù delle novità legislative introdotte dalla Legge 162 del 2014, accedere alle banche dati tramite i gestori ed alle informazioni comunicate dall’anagrafe tributaria, con la possibilità di delegare l’intera attività accertativa alla Guardia di Finanza

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