RIFORMA GIUSTIZIA: VIA LIBERA DEL GOVERNO AI DECRETI ATTUATIVI

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia e dell’Avv. Maria Giulia Fenoaltea

 

Il consiglio dei ministri ha approvato i decreti attuativi della riforma della giustizia civile, quali sono i prossimi step?

La riforma della giustizia di cui alla legge n. 206/2021 (riforma Cartabia) è in già vigore, ma solo lo scorso 28 luglio è arrivata l’approvazione da parte del Governo Draghi dei due decreti di attuazione delle legge delega.

Questo è un grande passo in avanti per la riforma civile, che vedrà finalmente attuate le misure per l’efficienza del processo civile, per la revisione della disciplina degli strumenti ADR e della materia dell’esecuzione forzata.

Adesso i testi passeranno all’esame delle Commissioni giustizia delle due Camere per il parere consultivo.

Ma cosa riguardano questi maxi decreti attuativi?

La parte attuativa della riforma Cartabia è composta da 51 articoli distribuiti in 200 pagine oltre ad una copiosa relazione tecnica.

Com’è noto la riforma sul processo civile comporta la riduzione del 40% della durata dei processi, in ottemperanza a quanto concordato con l’Europa; è per tale motivo che, nonostante lo scioglimento delle camere dello scorso 21 luglio 2022 e le imminenti elezioni, tale obiettivo non potrà essere messo da parte.

Difatti, il decreto attuativo sul processo civile, è un testo unico che contiene la semplificazione del rito civile, rispettando il principio cardine del nostro processo: il contraddittorio fra le parti.

Ecco le principali novità introdotte dalla riforma ed attuate dai decreti approvati:

  • Il Giudice di Pace sarà investito di maggior potere al fine di ridurre drasticamente il carico del Tribunale.
  • I casi in cui il Tribunale decide in composizione collegiale vengono ridotti, in considerazione dell’oggettiva complessità giuridica e della rilevanza economico-sociale delle controversie.
  • La prevalenza della sostanza sulla forma: la riforma prevede il divieto di sanzioni sulla validità degli atti per il mancato rispetto delle specifiche tecniche sulla forma, sui limiti e sullo schema informatico dell’atto, quando questo ha comunque raggiunto lo scopo.
  • La soppressione di alcune udienze, fra le quali quella per il giuramento del CTU (consulente tecnico d’ufficio, nominato dal giudice), o quella di precisazione delle conclusioni, che verrà sostituita dallo scambio di note scritte con termini già predisposi in sede di prima udienza.
  • La predisposizione di un termine che non superi i 90 giorni dalla prima udienza per l’assunzione delle prove, e quindi la riduzione dei termini delle memorie istruttorie.
  • La riduzione della fase decisionale del processo di primo grado e conseguentemente dei termini per gli scritti difensivi finali.
  • L’introduzione del nuovo istituto del rinvio pregiudiziale in Cassazione, al fine di inviare un nuovo caso giurisprudenziale direttamente in Cassazione ed evitare i rinvii superflui.
  • La semplificazione delle impugnazioni e la conseguente accelerazione dei termini decisionali.
  • L’introduzione di innovazioni nel settore del diritto processuale della famiglia. Si prevede il procedimento unitario in materia di persone, minorenni e famiglie (con alcune specifiche eccezioni), introducendo più tutele processuali a difesa di minori e donne vittime di violenza;
  • L’introduzione di un immediato coordinamento tra autorità giudiziarie civili e penali e con le forze dell’ordine in materia di diritto di famiglia.
  • La creazione del Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie, volto anche ad agevolare il giudizio minorile con regole uniformi, organiche e coerenti per una più salda garanzie dei diritti delle parti.
  • Il potenziamento della mediazione e l’arbitrato con incentivi fiscali.
  • La negoziazione assistita tramite avvocati viene estesa anche alle controversie di lavoro, oltre che alle coppie di fatto in materia di diritto di famiglia.

 

 Tutte le novità esposte sono state inserite nel primo maxi decreto attuativo, mentre il secondo decreto attuativo prevede la regolamentazione ed il potenziamento dell’Ufficio per il processo. Tale istituto principalmente a sostegno degli uffici giurisdizionali penali e civili, verrà esteso anche alla Corte di cassazione e alla Procura generale presso la Corte di Cassazione. Il potenziamento di questo ufficio migliorerà l’efficacia del lavoro degli uffici giudiziari e dell’amministrazione nel suo complesso, oltre a contribuire all’organizzazione della esecuzione delle riforme di carattere processuale e ad abbattere il carico e l’arretrato giudiziario.

Noi avvocati che operiamo nel settore del diritto di famiglia, nutriamo un particolare interesse per questa riforma; soprattutto per quanto attiene l’introduzione del Tribunale per le persone e per la famiglia, che ci auguriamo possa essere la principale soluzione per una rapida trattazione delle delicate controversie che seguiamo ogni giorno.

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