Microguida all’assegno unico – Cos’è l’assegno unico per i figli?

Cos’è l’assegno unico per i figli?

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia e dell’Avv. Maria Giulia Fenoaltea

Cos'è l'assegno unico per i figli? 

 

La legge delega n. 46 del 2021 ha istituito l’Assegno Unico ed Universale per figli a carico.

Questa nuova tipologia di Assegno è stata chiamata “Unico” poiché assorbe i seguenti benefici in favore della famiglia che verranno eliminati a partire dal mese in corso (marzo 2022): Assegno per il nucleo familiare, detrazioni per figli a carico in busta paga, bonus nascita, bonus bebè (durata di un anno), ed anche gli assegni per il nucleo familiare con almeno tre figli minori.

Questo tipo di assegno è garantito a tutte le famiglie con figli a carico, con una liquidazione minima garantita di € 50,00 al mese per ciascun figlio a carico entro i 21 anni di età.

Per “figlio a carico” si intende ogni figlio minorenne, ovvero senza limiti di età per figlio con disabilità, ma anche i figli maggiorenni entro gli anni 21 che frequentano un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea o un’attività lavorativa con un reddito complessivo inferiore a 8.000,00 euro annui.

MA COME SI PRESENTA LA DOMANDA?

MA COME SI PRESENTA LA DOMANDA?

L’assegno è riconosciuto su base mensile a condizione che al momento della richiesta e per tutta la durata del beneficio permangano i requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno.

Il genitore richiedente ai sensi della normativa deve essere:

–    Soggetto al pagamento di Irpef in Italia;

–    Cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure sia cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, oppure sia titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi;

–    Residente e domiciliato in Italia;

–    Residente in Italia da almeno 2 anni anche non continuativi, o titolare di contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato ma almeno semestrale

 

La domanda, va inoltrata entro il 30 giugno 2022 per riscuotere anche le mensilità di febbraio e marzo 2022, e si può presentare autonomamente tramite la pagina INPS e ha valore unicamente per l’anno in cui si richiede, tuttavia l’assegno si riscuote mensilmente, mediante accredito su conto corrente indicato nella domanda.

 

COME FUNZIONA SE I GENITORI SONO SEPARATI?

COME FUNZIONA SE I GENITORI SONO SEPARATI?

 

La normativa si occupa espressamente dei genitori divorziati o separati (anche senza mai essere stati coniugati ma in possesso di un provvedimento di affidamento) prevedendo all’art. 6 che: “l’assegno è corrisposto dall’INPS ed è erogato al richiedente ovvero, a richiesta, anche successiva, in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale. In caso di affidamento esclusivo, l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di nomina di un tutore o di affidatario ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, l’assegno è riconosciuto nell’interesse esclusivo del tutelato ovvero del minore in affido familiare.

I figli maggiorenni di cui all’articolo 2 possono presentare la domanda di cui al comma 1 in sostituzione dei genitori secondo le modalità di cui al presente articolo e richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante”.

Per i genitori separati in affido condiviso, l’assegno può essere richiesto al 100% da un genitore, unicamente previo accordo con l’altro genitore, poiché vige la regola della suddivisione al 50% a genitore. Viceversa, in ipotesi di affido esclusivo invece, in mancanza di accordo fra i genitori, sarà l’affidatario in via esclusiva a percepire l’assegno al 100%.

La legge poi specifica che non è ammessa la suddivisione dell’importo dell’assegno in percentuali diverse dal 50% per ciascun genitore, nemmeno su accordo delle parti.

 

 

CLICCA QUI PER UNA CONSULENZA 
su questo ed altri argomenti.

Chiama Ora