Divorzio congiunto e revoca del consenso

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia e dell’Avv. Maria Giulia Fenoaltea

Dopo aver firmato il ricorso per divorzio, se cambio idea, posso revocare il consenso?

 

Divorzio congiunto e revoca del consenso

 

Il divorzio congiunto è il procedimento con il quale i coniugi consensualmente pongono fine al loro matrimonio.

Il divorzio congiunto viene presentato dai coniugi che hanno raggiunto un accordo su tutte le condizioni del divorzio, ossia sull’ affidamento dei figli, sull’assegnazione casa coniugale, e sull’ eventuale assegno divorzile. Generalmente, tale procedura si esaurisce con una sola udienza, dove è richiesta la presenza dei coniugi che sono tenuti a sottoscrivere il loro accordo e termina con la pubblicazione della sentenza di divorzio.

Ma, cosa accade se, dopo la sottoscrizione dell’accordo, uno dei coniugi cambia idea?

IL CASO

Divorzio congiunto e revoca del consenso studio donne

Dopo aver firmato il divorzio consensuale dinnanzi al giudice in udienza, un uomo cambiava idea e pertanto si rivolgeva al nostro studio, chiedendo come poter bloccare la procedura di divorzio.

Abbiamo subito reso edotto il nostro cliente del fatto che la procedura di divorzio congiunto non può essere bloccata per un ripensamento da parte di uno dei due coniugi, salvo il caso di errore, violenza o dolo.

È chiaro che dimostrare che l’accordo sia stato estorto con violenza ovvero dolo o che si abbia apposto la firma per errore, essendo peraltro stata apposta in udienza dopo la lettura dell’accordo, visti i rari casi accoglimento, non è la soluzione alla nostra problematica.

 

COME SI ORIENTA LA GIURISPRUDENZA?

La Cassazione è dovuta intervenire sulla questione oggetto del nostro caso, poiché una parte della giurisprudenza ammetava la revoca del consenso post divorzio, mentre secondo un orientamento minoritario, la domanda congiunta di divorzio, anche se è intervenuta la revoca del consenso da parte di uno dei coniugi, va accolta, non essendo ammissibile la revoca quando immotivata e unilaterale (App. Catania, 26 luglio 2008; Trib. Lamezia Terme, 23 novembre 2010).

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19348/2021, ha infine confermato che l’eventuale revoca del consenso proveniente da una delle parti, non giustifica l’arresto della procedura, poiché la domanda è comune e paritetica. Sulla scorta di tali considerazioni la Cassazione stabiliva infine che il tribunale sarà solo chiamato a valutare la sussistenza dei requisiti necessari per il divorzio e, in caso di esito positivo, accertare che le condizioni previste nell’accordo siano conformi alle norme inderogabili ed agli interessi dei figli.

Difatti, anche con la recentissima ordinanza n. 19348/21, la Suprema Corte ha respinto una domanda di revoca del consenso ad un divorzio congiunto, richiamando la natura negoziale dell’accordo di divorzio, e confermando che il consenso prestato con il ricorso congiunto non è revocabile da uno solo dei coniugi.

CONCLUSIONI

Alla luce delle considerazioni suesposte e del recente orientamento della Corte di Cassazione abbiamo chiarito al cliente che la procedura di divorzio consensuale non si può arrestare; pertanto, se l’accordo non lede gli interessi della prole il Tribunale emetterà la sentenza di divorzio congiunto di ratifica dell’accordo.

Pertanto, l’unica soluzione al caso, premesso che l’appello contro la sentenza di divorzio consensuale è inammissibile, è quello di un ricorso in modifica delle condizioni di divorzio, ma solo se le condizioni sottese all’accordo di divorzio si siano nel tempo modificate.

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