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DPCM 22 Marzo 2020 Genitori figli cosa cambia

A seguito dell’emanazione del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 Marzio 2020, la frequentazione tra genitori non collocatari e figli è diventata ancora più complessa. Molto importante è il passaggio che limita ancor di più la possibilità di spostamento, che “sopprime” le disposizioni precedentemente dettate con il DPCM dell’8 Marzo in merito alla possibilità di rientro nel proprio domicilio. Ora è vietato in maniera assoluta ogni tipo di spostamento all’infuori del comune dove ci si trova, se non per comprovati motivi lavorativi, di estrema necessità o per motivi di salute: “(…) b) è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; conseguentemente all’articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 le parole «. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza» sono soppresse;”. È bene ora chiedersi:

 

Cosa succede con il diritto di visita genitori figli? E soprattutto: Cosa deve fare un genitore che abita in un comune diverso da quello del figlio?

 

Rispetto agli altri DPCM dell’8 e dell’11 Marzo, (precedentemente trattati in un diverso articolo ) questo blocca in maniera ancora più seria la possibilità di spostamento con controlli stradali a tappeto per prevenire la diffusione del Coronavirus. Di fatto questo nuovo DPCM 22 Marzo, però, non nega esplicitamente il diritto di visita al genitore non collocatario, ma, nel momento in cui vi è la soppressione della possibilità di rientro presso il proprio domicilio ed il divieto di spostarsi da un comune all’altro va da sè che alcune situazioni di visita non potranno proseguire. A riguardo, prima di questo nuovo DPCM c’era un provvedimento dell’11 Marzo del Tribunale di Milano, emesso dal Giudice Gasparini Piera nell’ambito del procedimento N. R.G. 30544/2019 in cui garantiva il diritto di visita al padre e la normale frequentazione stabilita dal Tribunale proprio in funzione del fatto che fosse consentito lo spostamento verso la residenza o il domicilio.

 

Cosa prevale? Le misure prese dal Governo o il diritto di visita dei genitori?

 

Secondo l’Avv. Maria Luisa Missiaggia in una situazione del genere deve essere la ragione a prevalere: “In un momento difficile come questo non vedo perché si debba mettere a rischio la salute dei bambini, o quella dei genitori. Sono stati chiusi quasi tutti i tipi di attività proprio per evitare la diffusione del contagio e far spostare i bambini da una casa all’altra in questa situazione non mi sembra un bene per nessuno. È importante da un lato preservare il diritto di un genitore di vedere il proprio figlio, ma bisogna anche soppesare le situazioni per procedere sempre per il bene del bambino. A mio parere si deve dare la possibilità di recuperare il tempo perso in questo periodo di quarantena, magari modificando il successivo piano di frequentazione per quando tutto sarà tornato alla normalità, senza mettere a rischio la salute, che è il diritto più importante di una persona.

È bene, inoltre, che il Governo faccia chiarezza in questo senso e permetta quindi a noi professionisti di rispondere nella maniera più informata possibile a tutte le domande che, in questo periodo, ci vengono poste dai nostri assistiti”.

Avv. Maria Luisa Missiaggia con la collaborazione di Ludovico Raffaelli

ORDINANZA2020TRIBUNALEMILANO

DPCM22032020

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