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Emergenza Coronavirus e diritto alla bigenitorialità

Il diritto alla bigenitorialità  è un principio affermato, e confermato di recente, dalla Suprema Corte di Cassazione (Cass. ordinanza n. 9764 dell’8 aprile 2019- https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-9764-del-08-04-2019).

Proprio in questa pronuncia la Corte ha affermato con forza il principio secondo cui i figli hanno diritto a vedere il genitore con cui non vivono prevalentemente anche nel corso della settimana, non essendo sufficiente un incontro ogni 15 giorni durante il week-end.

Appare interessante analizzare come, anche principi granitici del nostro ordinamento tra i quali il diritto alla bigenitorialità, possano subire variazioni in un momento di emergenza come quello che stiamo vivendo.

Molteplici sono le problematiche concrete che i genitori separati si trovano ad affrontare in questo momento cosi particolare per il nostro Paese.

Certo non è possibile prevedere una soluzione unica per ogni caso concreto ma, attraverso l’analisi di principi giuridici fondamentali, vogliamo essere di sostegno ai genitori per affrontare questa fase emergenziale.

Viene da sé come, anche il diritto di famiglia, debba adeguarsi alle disposizioni emanate nell’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e come gli esperti debbano mettersi a disposizione elaborando soluzioni per fattispecie concrete che mai fino ad ora si erano trovati ad affrontare.

Partiamo da uno dei possibili casi concreti per capire come, anche l’ormai consolidato principio della bigenitorialità, debba piegarsi ed adattarsi alle nuove disposizioni di legge in questa fase emergenziale.

Come deve comportarsi il genitore collocatario se l’altro genitore, ad esempio, gestisce un bar (ancora aperti fino alle ore 18.00, secondo il DPCM 9 marzo 2020) che, seppur rispettando le dovute cautele, lo espone ad un costante contatto con il pubblico con conseguente rischio di contagio?

È legittimo che il genitore collocatario voglia interrompere la frequentazione con il figlio dell’altro genitore che, a causa della sua attività lavorativa, è esposto a maggiore rischio per la salute?

Come dicevamo ieri, è il momento del buon senso e della responsabilità per salvaguardare noi e le persone che ci sono vicine.

Non solo riteniamo legittima la richiesta del genitore collocatario di prevedere uno stop momentaneo della frequentazione dell’altro genitore con il figlio ma riteniamo, anche, che tale proposta debba arrivare direttamente dal genitore esposto al maggior rischio.

In generale, anche chi abbia deciso in questi giorni di chiudere le proprie attività commerciali, è chiamato a rispettare le giuste norme di prudenza prevedendo un periodo di quarantena volontaria prima di riprendere rapporti diretti con i figli.

Invece, come deve comportarsi il genitore non collacatario che viva in altro Comune rispetto a quello di residenza del figlio?

Anche in questo caso, alla luce del DPCM 9 marzo 2020 che estende la c.d. “zona rossa” all’Italia intera, prevedendo una limitazione dello spostamento delle persone ai soli casi di comprovata necessità, le visite per il genitore non collocatario devono intendersi momentaneamente sospese. La visite ai figli, come confermato stamattina in un servizio del Tg5 dedicato a questo tema, non possono considerarsi cause di necessità ed in quanto tali non sono idonee ad autorizzare uno spostamento da Comune a Comune.

Questa “emergenza coronavirus”, infatti, ci sta dimostrando come il diritto costituzionale alla salute prevalga anche su principi e diritto ormai consolidati come quello alla bigenitorialità,  determinandone una compressione temporanea.

Se il buon senso deve guidarci in questa fase, per la tutela di chi ci circonda ed in primo luogo dei nostri figli, certo non potrà abbandonarci quando usciremo dall’emergenza. Come scrivevamo ieri, è evidente che chi vede limitati i propri diritti in questo momento, aspiri legittimamente ad un futuro ristoro.

Consigliamo già da ora ai genitori separati di pensare a nuove soluzioni, prevedendo un recupero del tempo perso con i figli, magari nel periodo estivo o nelle prossime festività, ed incrementando, ora, una frequentazione digitale genitore-figli che, magari, risulterà anche divertente per i bambini!

Il nostro consiglio è sempre quello di limitare il conflitto a tutela dei minori.

Avv. Maria Luisa Missiaggia in collaborazione con l’Avv. Lucrezia Colmayer

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