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Fondo patrimoniale familiare: la destinazione del fondo termina con la separazione?

I coniugi, oltre a scegliere se adottare il regime di comunione o di separazione dei beni, possono anche scegliere di costituire un fondo patrimoniale.

Cos’è il fondo patrimoniale?

La costituzione di un fondo patrimoniale è disciplinata all’art. 167 c.c.: “Ciascuno o ambedue i coniugi, per atto pubblico, o un terzo, anche per testamento, possono costituire un fondo patrimoniale, destinando determinati beni, immobili o mobili iscritti in pubblici registri o titoli di credito, a far fronte ai bisogni della famiglia.

La costituzione del fondo patrimoniale per atto tra vivi, effettuata dal terzo, si perfeziona con l’accettazione dei coniugi. L’accettazione può essere fatta con atto pubblico posteriore.

La costituzione può essere fatta anche durante il matrimonio.

I titoli di credito devono essere vincolati rendendoli nominativi con annotazione del vincolo o in altro modo idoneo”.

Con il fondo patrimoniale, quindi, alcuni beni vengono destinati, dai coniugi o da un terzo, a far fronte alle esigenze della famiglia.

Si possono inserire nel fondo patrimoniale solamente i:

  1. Beni immobili
  2. Beni mobili registrati
  3. Titoli di credito

L’inserimento dei beni all’interno del fondo patrimoniale comporta il porre sugli stessi un vincolo di destinazione alle necessità familiari. Per la costituzione del fondo non è necessario il passaggio di proprietà; la proprietà del bene verrà alternativamente conferita ad entrambi i coniugi, oppure ogni coniuge resterà esclusivo proprietario del bene conferito. È bene inoltre sottolineare che i beni presenti all’interno del fondo non posso essere aggrediti dai creditori che non siano creditori familiari. Il che significa che, qualora il debito non avesse nulla a che fare con le necessità della famiglia, il creditore non potrà aggredire i beni presenti all’interno del fondo.

Cosa succede con il fondo patrimoniale in caso di separazione?

Secondo l’art. 171 c.c. “La destinazione del fondo termina a seguito dell’annullamento o dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio”; ciò, però, non significa che cessi in caso di separazione. Infatti, la separazione, non determina la cessazione del vincolo matrimoniale, ma, piuttosto, viene considerata una situazione temporanea che potrebbe anche trovare soluzione. Dunque, nell’art. 171, non viene ricompresa la separazione, ma solamente l’annullamento del matrimonio, la morte di uno dei coniugi o lo scioglimento del legame coniugale a seguito di divorzio.

Al comma due dell’art 171 c.c. vi è invece l’ipotesi della presenza di figli minori nella famiglia; in questo caso: “(…) il fondo dura fino al compimento della maggiore età dell’ultimo figlio. In tale caso il giudice può dettare, su istanza di chi vi abbia interesse, norme per l’amministrazione del fondo”. Quindi, presupponendo che il fondo sia stato disposto anche nell’interesse del minore, si cerca di dare allo stesso una tutela; vi sono infatti, anche dei casi, in cui, il giudice, considerando le condizioni economiche dei genitori e dei figli, possa attribuire ai figli una quota dei beni del fondo in godimento o a titolo di proprietà.

 

Avv. Maria Luisa Missiaggia

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