fbpx

Separazione coniugale, come si dividono le spese per i figli?

SPESE STRAORDINARIE E SPESE ORDINARIE

Nell’ambito dei compiti spettanti in capo ai genitori c’è quello di provvedere al mantenimento dei propri figli in misura proporzionale al proprio reddito, come sancito all’art. 337ter c.c.: “(…)Salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, da determinare considerando:

1) le attuali esigenze del figlio.

2) il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori.
3) i tempi di permanenza presso ciascun genitore.

4) le risorse economiche di entrambi i genitori.

5) la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore. L’assegno è automaticamente adeguato agli indici ISTAT in difetto di altro parametro indicato dalle parti o dal giudice”.

In merito al contributo di mantenimento, uno dei temi maggiormente discussi e complessi è quello delle spese ordinarie e straordinarie. A livello giurisprudenziale, mancando da parte del legislatore un criterio attraverso il quale specificamente distinguere le due tipologie di spese, ci si affida alla casistica; casistica che, però, in molti casi ha dimostrato diverse incongruenze tra fattispecie analoghe. Si è però cercato di trovare un criterio che fosse di generica applicazione e che si potesse applicare alla grande maggioranza dei casi, facendo rientrare tra le spese ordinarie quelle che soddisfino i comuni bisogni quotidiani del minore e tra quelle straordinarie quelle tipologie di spese eccezionali, imprevedibili e non preventivabili o comunque non rientranti nella generica quotidianità dei figli. Per questa ragione, le spese straordinarie difficilmente possono essere valutate anticipatamente e perciò non possono essere ricomprese all’interno del contributo di mantenimento. È inoltre importante sottolineare che per ottenere il rimborso di tali spese è necessario, a meno che non si tratti di situazioni estremamente urgenti, avere preventivamente consultato l’altro coniuge ed aver ottenuto il suo consenso.

A livello pratico si è recentemente espresso il Tribunale di Roma sez. I, con la Sentenza n.15955 del 01/08/2019, in cui ha sancito che “Devono qualificarsi come spese straordinarie – in quanto tali escluse dall’importo dell’assegno di mantenimento – le spese concernenti eventi sostanzialmente eccezionali nella vita del figlio minore, oppure le spese che servono per soddisfare esigenze episodiche, saltuarie ed imprevedibili (a titolo esemplificativo, le spese per interventi chirurgici, odontoiatrici, fisioterapia, cicli di psicoterapia e logopedia, occhiali da vista, lezioni private, attività sportive agonistiche, viaggi di studio) e quelle concernenti eventi ordinari non inclusi nel mantenimento (a titolo esemplificativo, le spese per tasse scolastiche ed universitarie, libri di testo, attività sportive non agonistiche con relativa attrezzatura, corsi di lingua straniera, corsi di teatro, corsi di musica, informatica, motocicli ed autovetture, viaggi di piacere, le spese sanitarie non rimborsate dal S.S.N. – a titolo esemplificativo: esami diagnostici, analisi cliniche, visite specialiste).

Rientrano, viceversa, nelle spese ordinarie – e dunque nell’assegno di mantenimento – tutte le spese che ricorrono frequentemente nella vita di tutti i giorni, quali le spese per vitto, abbigliamento, contributo per spese dell’abitazione, materiale scolastico di cancelleria, mensa, spese di trasporto urbano (tessera autobus/metro e/o carburante per autovetture e motocicli in uso ai figli), le uscite didattiche organizzate dalla scuola nell’ambito dell’orario scolastico, le spese medico-farmaceutiche di modesto importo sostenute per l’acquisto dei medicinali per patologie che frequentemente ricorrono nella vita quotidiana (a titolo esemplificativo antibiotici, antipiretici, sciroppi e altri medicinali da banco)”.

Risulta, quindi, evidente come l’orientamento della Giurisprudenza sia quello di dare una regolamentazione alla divisione tra spese ordinarie e straordinarie cercando per permettere agli operatori dei tribunali una più semplice gestione di questi casi.

Avv. Maria Luisa Missiaggia