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REVENGE PORN: L’AVVOCATO, STUPRI E VENDETTE SUL WEB IN AUMENTO

BENE NORMA E PENE ESEMPLARI MA SI APPLICHI LEGGEStupri virtuali, vendette pornografiche, minacce da tastiera. La violenza sulle donne aumenta anche sul web e sempre più spesso con danni irreparabili. Dalle foto private pubblicate a tradimento, agli insulti sessisti, fino a immagini di maltrattamenti subiti, sulla rete le donne sono in pericolo tanto quanto nella realtà. “La violenza sulle donne in rete sta aumentando perché c’è l’aggravante della protezione di internet stesso – spiega Maria Luisa Missiaggia, avvocato matrimonialista del Foro di Roma (www.studiodonne.it) – Il violentatore virtuale è una persona che si sente in diritto di dire e fare quello che vuole convinto che non gli succeda nulla, non c’è contraddittorio e non esiste una comunicazione che può metterlo in difficoltà Si tratta di soggetti insicuri, disturbati, patologici, quindi la mancanza di una normativa efficace e tempestiva su internet è uno degli elementi che causa questa diffusione a macchia d’olio senza precedenti della vendetta contro l’ex partner”.

Sul tema il disegno di legge ‘Codice rosso’ in esame in Senato stabilisce nuove misure. Si prevede che ai reati di violenza domestica e di genere venga attribuita una corsia preferenziale e, al tempo stesso,  si inseriscono norme contro il cosiddetto revenge porn, la diffusione non consensuale, dettate da finalità vendicative, di immagini intime dell’ex partner.

“La legge è necessaria – afferma l’avvocato – E’ una norma che mira a combattere la violenza di genere accogliendo la necessità di avere pene esemplari per gli autori di questi atti. E’ imprescindibile, soprattutto per l’impossibilità di gestire il fenomeno della condivisione virtuale in tempo reale. Bisogna però poi vedere nella pratica quanto la normativa sia realmente applicabile. Quando un cliente afferma di avere subito un danno virtuale la prima cosa da fare è la segnalazione sui grandi motori di ricerca ma spesso la risposta non è istantanea, così come quando si effettua denuncia alla polizia postale. Nel frattempo il danno si diffonde con una velocità istantanea. La norma va bene ma poi è necessario che si creino supporti tecnici, algoritmi, che spettano alle piattaforme e ai colossi del web affinché la normativa sia realmente applicabile”.

“Le donne sono più a rischio degli uomini perché culturalmente la donna è più esposta con il proprio corpo ad essere oggetto di mercificazione. – prosegue Missiaggia – L’uomo sceglie di usare il corpo della donna per punirla e diffondere quello che era stato fatto insieme consensualmente. Sono molto diffusi anche gli stupri virtuali di gruppo, e in quel caso le vittime sono adolescenti. Inoltre c’è anche una scarsa percezione dell’importanza di quanto si sta facendo. Per cui questa scarsa consapevolezza non si sa se valutarla come un’aggravante o un’esimente. Temo che la magistratura sui minori possa essere più morbida invece che più dura. Invece credo sia necessario un atteggiamento risoluto della magistratura rispetto a questi fenomeni in espansione perché solo con pene severe ed esemplari e prevenzione con una cultura scolastica adeguata si può ridurre il fenomeno”.