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Nuove regole per l’assegno di divorzio: “Limitazione temporale”.

Nuove regole per l’assegno di divorzio: “Limitazione temporale”.

La proposta di legge firmata da Alessia Morani, Pd, troverà un consenso unanime anche da parte della maggioranza, decisi a non alzare paletti (così dicono), e ad aprile approderà alla Camera per un cammino che si prevede molto veloce.

Sono terminate da poche ore le audizioni in Commissione Giustizia, alla prossima riunione dell’ufficio di Presidenza si darà il via libera alla presentazione degli emendamenti e alla discussione, poi ci sarà la calendarizzazione della proposta di legge che reca la firma della parlamentare dem Alessia Morani.

Cambiano le regole sul divorzio: “Limitazione temporale” dell’assegno: quando l’ex coniuge potrà fare affidamento su un’altra entrata non continuerà a percepire l’assegno.

Cosa cambierà?

  • assegno a tempo
  • stop ad ogni obbligo di “corresponsione nel caso di unione civile, nuove nozze o convivenza stabile” dell’ex coniuge
  • obbligo a collaborare per fornire la documentazione completa della situazione reddituale e patrimoniale.

Sono alcune delle nuove regole sull’assegno divorzile che a breve approderanno appunto a Montecitorio.

La Morani non esclude di agganciare la sua proposta a quella sui patti prematrimoniali. «Con la legge che rivede i criteri per l’assegno divorzile si cerca mandare un segnale di modernità nel diritto di famiglia».

La Cassazione ha già rivisto il metodo per calcolare l’assegno di divorzio, con una sentenza dello scorso anno, dove gli ermellini hanno affermato che bisogna considerare anche la durata del matrimonio.

https://www.filodiritto.com/articoli/2018/11/lassegno-di-divorzio-alla-luce-della-sentenza-n.-182872018-delle-sezioni-unite..html

I CRITERI

Nel testo di legge si legge che la proposta «vuole fissare precise linee normative rispondenti all’esigenza di evitare, da un lato, che lo scioglimento del matrimonio sia causa di indebito arricchimento e, dall’altro, che sia causa di degrado esistenziale del coniuge economicamente debole». L’intento principale  è che «la corresponsione dell’aiuto economico» non dia luogo «a risultati iniqui». Il punto di partenza è il superamento del criterio del solo tenore di vita in costanza di matrimonio

Il Tribunale dovrà valutare anche «le condizioni personali ed economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi» dopo la rottura del matrimonio; il patrimonio e il reddito di entrambi; il contributo personale ed economico dato da ciascuno «alla conduzione familiare»; l’impegno di cura «di figli comuni minori, disabili o comunque non economicamente indipendenti», il comportamento complessivamente tenuto «da ciascuno in ordine al venir meno della comunione spirituale e materiale».

«La vera novità è nell’assegno divorzile a tempo nel caso in cui l’ex coniuge, che dovrebbe percepire la somma, ha la possibilità di avere un’altra entrata, come per esempio, la pensione o un lavoro, dice l’Avv. Maria Luisa  Missiaggia, D’altra parte, continua l’Avvocato, i criteri di valutazione dell’assegno nel divorzio non prevedono la solidarietà della separazione e vanno valutati caso per caso per evitare che l’assegno si trasformi in rendita vitalizia anche quando non c’è una necessità assistenziale.

Attenti però a seguire un trend che non tutela chi davvero ne ha bisogno”.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=WfxqbtXIrQk

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia e dell’Avv. Maria Grazia Bomenuto.