Reddito di Cittadinanza: spetta anche ai coniugi separati?

Reddito di Cittadinanza: spetta anche ai coniugi separati?

Oggi, sia nell’ipotesi di separazione che di divorzio, il Giudice, prima di riconoscere un assegno al coniuge più debole, lo invita (o dovrebbe invitarlo) a fornire la prova di aver fatto tutto il possibile per mettere a frutto le proprie capacità oppure per reperire una forma di sostentamento. Qualche Giudice già oggi richiede, ad esempio, la prova dell’avvenuta iscrizione ai Centri per l’impiego.

Il Governo, come più volte ripetuto ormai da diversi mesi, ha deciso di stanziare con la manovra finanziaria 2019 dieci miliardi di euro al reddito di cittadinanza. La nuova misura, stando agli annunci, dovrebbe essere introdotta a partire dall’aprile 2019 ed essere destinata a tutti coloro che sono senza lavoro, indipendentemente dall’età. Si tratta di una misura economica per chi vive sotto la soglia di proprietà.

A chi spetta?
Questo aiuto economico dovrebbe essere riconosciuto solo in presenza di determinate condizioni, primo tra tutti un ISEE non superiore a 9.360 euro.

Il reddito di cittadinanza potrebbe avere un fortissimo impatto ove il Governo non introduca precise deroghe Vediamo il perche!
Con il reddito di cittadinanza, è evidente che è lo Stato che si farà carico dell’indigenza dei propri cittadini, compresi coloro che si separano o divorziano. Il ragionamento è abbastanza semplice: il coniuge che può ottenere dallo Stato 780,00 euro mensili non è nella condizione di pretendere nulla dall’ex, perché è lo Stato che ci pensa.

Quando la separazione è ufficializzata, il nucleo famigliare si separa, così come gli Isee, che di conseguenza diminuiscono di valore, ragion per cui, a fronte di redditi ridotti, non è così remota la possibilità per i coniugi di ottenere il beneficio E’ sufficiente separarsi per avere diritto a questa erogazione, tanto è vero che, da quando si parla di reddito di cittadinanza, requisiti e quant’altro, soprattutto nel Sud Italia le separazioni sono “improvvisamente aumentate.”

Prima ancora che venga approvato sono molte le domande degli italiani sul reddito di cittadinanza: una riguarda anche la possibile interazione di questo sussidio con l’assegno di mantenimento per le coppie separate e divorziate.

Reddito di cittadinanza o assegno di mantenimento: cosa conviene?
La risposta a questa domanda non può essere univoca, ma ovviamente dipende dai casi:
a) Se l’ex moglie è giovane e formata ma disoccupata, è più conveniente chiedere il reddito di cittadinanza. L’assegno di mantenimento, infatti è tassabile e pignorabile.
b) Se invece l’ex moglie è una donna ultra cinquantenne che si è sempre occupata della casa è preferibile percepire il mantenimento perché dura fino per tutta la vita e comunque fino alla morte di colui che versa.
c) Se la cifra del mantenimento percepibile dovesse superare di molto 800,00 euro, è assolutamente conveniente scegliere l’assegno.

Cosa si rischia nel caso di dichiarazioni mendaci?
Attenti a dichiarare il falso, non solo perché è una condotta deplorevole, ma anche perché è una condotta punita ai sensi dell’art 640 bis c.p (Truffa) con la reclusione da due a sette anni.