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Matteo Salvini parla di un sostegno ai padri separati in difficoltà economiche. Il loro reddito è più che dimezzato in caso di separazioni e divorzi, il loro numero è in crescita costante.

Promesso oggi un sostegno ad hoc, sostegno alle famiglie già presente in Lombardia dal 2014. Il sostegno di 400,00 euro pare estendersi al quadro nazionale. Prima della Lombardia era stato attivato dalle provincie autonome di Trento e Bolzano.

Quello dei cosiddetti padri separati è un vero fenomeno sociale che riguarda migliaia di uomini che, da un lato hanno l’obbligo giusto di corrispondere il mantenimento a coniuge più debole e i figli e dall’altro spesso non riescono a far quadrare i conti.

Come intervenire? Di certo è apprezzabile che il Ministro Salvini, con lo Stato, offra un sostegno integrativo.

Ma quali sono i presupposti oggi per ricevere tale sussidio? E a chi?
Sostegno abitativo
In Lombardia i requisiti per accedere al sostegno abitativo :
1) Non devono essere assegnatari della casa coniugale in base alla sentenza di separazione o divorzio;
2) Devono essere intestatari di contratto di locazione;
3) Abbiano l’obbligo di versamento dell’assegno di mantenimento per i figli in base alla sentenza del giudice;
4) Devono essere residenti in Lombardia da almeno 5 anni;
5) Non devono essere titolare di alcun diritto di proprietà, uso, usufrutto;
6) non devono essere stati condannati con sentenza passata in giudicato per reati contro la persona nonché per i delitti di cui agli articoli 570 e 572 del codice penale.
7) Per l’assegnazione dei contributi viene priorità a genitori con figli minori o figli disabili
Contributo economico
I requisiti per accedere al contributo economico:
1) Essere separato legalmente o in attesa di sentenza di separazione da non più di tre anni;
2) Presenza di figli minori;
3) Residenza in Regione Lombardia da almeno cinque anni continuativi dalla data di presentazione della richiesta di accesso al contributo.

Il contributo consiste poi in una carta prepagata con un credito massimo di 2.400,00 euro, pari a 400 euro per un periodo non superiore ai 6 mesi.

”Condivido la necessità di trovare soluzioni pragmatiche per i padri in condizioni di difficoltà cosi come è auspicabile che l’impegno delle madri, ove maggiore in tempo e accadimento, venga riconosciuto e supportato anche dallo Stato, commenta l’Avv. Maria Luisa Missiaggia.
Tali interventi evitano che ciascun genitore subisca uno stress economico quotidiano anche nell’interesse dei bambini o adolescenti.