Emergenza Coronavirus: Linee Guida per la famiglia e genetorialità
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Cos’è il COVID-19?
Se ci chiediamo cos’è il Coronavirus, Covid19 questo viene descritto in salute.gov.it come “una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS)”.
Il nuovo Coronavirus denominato SARS-CoV-2 o COVID-19 è stato per la prima volta identificato nel Dicembre 2019 nella città di Wuhan, in Cina.
I sintomi più comuni sono febbre, stanchezza e tosse secca, in alcuni casi accompagnati anche da dolori muscolari ed indolenzimenti generali, congestione nasale, mal di gola. La sintomatologia di solito inizia in maniera piuttosto lieve e graduale ed in alcuni casi va ad aggravarsi fino a poter provocare polmonite e sindrome respiratoria acuta grave (SARS), che possono portare alla morte.
La statistica media degli ammalati di COVID-19, comunica il Ministero della Salute, è che un malato su 5 si ammala gravemente ed ha difficoltà respiratorie ed ha quindi necessità di ricovero ospedaliero, nei casi più gravi della terapia intensiva e del supporto respiratorio.
Le persone più a rischio, come ci è stato più volte comunicato, sono gli anziani e genericamente coloro che presentano un sistema immunitario debilitato o che presentano patologie pregresse che appunto debilitano il sistema immunitario.
Il virus ha un periodo di incubazione piuttosto ampio che varia dai 2 agli 11 giorni con un massimo di 14 in rari casi. Il grado di trasmissibilità del nuovo Coronavirus è particolarmente aggressivo, essendo lo stesso trasmissibile attraverso:
- La saliva, con tosse e starnuti
- Contatti personali diretti quali strette di mano, abbracci ecc.
- Attraverso le mani, toccandosi bocca naso occhi con mani contaminate che non siano state lavate.
Quando si può dire di essere guariti dal COVID-19?
Viene dichiarato guarito dal Ministero della salute quel paziente che: “risolve i sintomi dell’infezione da Covid-19 (febbre, rinite, tosse, mal di gola, difficoltà respiratoria, polmonite) e che risulta negativo in due tamponi consecutivi, effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro, per la ricerca di SARS-CoV-2”.
Misure restrittive a causa del Coronavirus
Nel corso del mese di marzo 2020 in Italia si sono susseguiti diversi decreti volti alla limitazione della pubblica circolazione e quindi alla limitazione di diritti costituzionalmente garantiti, proprio per rendere possibile, o almeno cercare di farlo, la tutela di uno dei diritti più importanti, il diritto alla salute. La pandemia dichiarata dall’OMS in merito al COVID-19 ed il crescente degenerare della situazione italiana ha costretto il Governo ad emanare delle misure di sicurezza straordinarie che hanno portato a delle limitazioni in un diverso contesto inammissibili e rese ammissibili solamente dallo stato di emergenza in cui versa il paese. È proprio l’articolo 16 della Costituzione a dire: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge”. Risulta quindi evidente come questo genere di scelte possano essere legate solamente a motivi di sanità e sicurezza generale.
La più recente di queste scelte governative è il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 22 marzo 2020 in cui vengono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali e con cui si limita ulteriormente il diritto di spostamento, non permettendo quello tra i comuni se non per gravi motivi di necessità, motivi di lavoro o per motivi di salute.
Quindi, in un periodo così complesso come quello che si vive ne nostro paese, le domande che le famiglie si pongono sono molte, a cominciare dalla gestione dei propri figli. L’emanazione dei Decreti dell’ultimo mese ha infatti costretto tutti ad un repentino cambio della propria vita, non senza ripercussioni.
E per le coppie separate, divorziate e di fatto? Come si gestisce questa vicenda psicologicamente?
Le domande che maggiormente ci pervengono dai genitori separati sono: “Cosa dico a mio figlio?”, “Come mi comporto con mio figlio? Mi chiede che succede e non so come rispondere”. Ovviamente queste sono domande normali che ogni bambino farà dal momento che la sua vita è stata stravolta e la sua routine interrotta. Prima dell’emanazione dei vari Decreti gli esperti in psicologia infantile suggerivano di assumere dei comportamenti sereni, non trasmettere una sensazione di ansia e di comportarsi normalmente per quanto possibile, cercando di non alterare più del dovuto le loro abitudini.
È inoltre stato stilato dal Telefono Azzurro un decalogo di regole da seguire per la spiegazione della situazione Coronavirus ai bambini:
- “Prima di introdurre l’argomento del Coronavirus con i bambini e gli adolescenti, o di condividere notizie, assicurati di esserti informato sufficientemente e tramite fonti attendibili.
- Supervisiona, per quanto possibile, l’esposizione dei più piccoli alle notizie a riguardo, prevenendo la sovraesposizione e il controllo eccessivo della situazione.
- Cerca di trovare il tempo e la tranquillità necessari per stare insieme ai tuoi figli e offri loro uno spazio di dialogo.
- Ascolta tutte le loro domande, anche se ripetitive, insistenti e contraddittorie e rispondi con sincerità. Non fornire troppi dettagli, che potrebbero essere fonti di preoccupazione.
- Accogli le loro eventuali paure e timori, anche se possono sembrare eccessivi. Anche se non sei in grado di fornire una risposta specifica, l’importante è essere presenti e preservare la stabilità.
- Utilizza parole adatte alla loro età, scegliendo termini comprensibili per spiegare quello che sta succedendo.
- Presta attenzione a possibili manifestazioni di paure e di ansia, che possono esprimersi in diversi modi, per esempio, reazioni psico-somatiche o variazioni nel comportamento.
- Rassicurali sul fatto che la routine non cambierà totalmente. Cerca di mantenere almeno alcune delle vostre abitudini a casa (per es. gli orari della cena, la visione di un film insieme).
- Attenersi alle indicazioni regionali e nazionali è molto importante, al fine di permettere azioni di prevenzione efficaci. Allo stesso tempo, è bene permettere momenti in cui i tuoi figli (e anche tu) possano mantenere i contatti con la propria rete sociale, anche grazie al supporto mondo digitale.
- Segui i comportamenti indicati dalle linee guida del Ministero della Salute e promuovi la condivisione di queste buone abitudini all’interno della famiglia”.
L’importante nelle relazioni con i bambini, soprattutto i più piccoli, è cercare di trasmettere tranquillità e rassicurarli nei momenti più difficili. È compito quindi del genitore mantenere la calma perché se il genitore è sopraffatto dall’ansia allora a sua volta il bambino si troverà in uno stato di preoccupazione vedendo la sua figura di riferimento in difficoltà.
La Giustizia si ferma completamente?
Anche la giustizia è costretta a fermarsi. È infatti bloccata in tutta Italia la trattazione delle udienze presidenziali di separazione, di divorzio e anche quelle che riguardano le coppie di fatto. Questo è stato disposto dal Decreto n.11/2020 dell’8 Marzo, con il quale sono state sospese tutte le udienze dei processi civili e penali. Le date poi assegnate a ciascun procedimento cambieranno a seconda dell’ufficio, ma comunque sono tutte rinviate dopo il 31 Maggio 2020.
Vi sono però alcuni casi che non permettono alla giustizia di fermarsi e sono quelli relativi alle emergenze legate alle crisi familiari: infatti, nonostante le misure straordinarie prese per far fronte all’emergenza COVID-19, è previsto che si trattino quelle cause, cosiddette “Urgenti”, relative agli alimenti, a maltrattamenti di minore, i procedimenti del Tribunale dei minorenni relativi alle dichiarazioni di adottabilità, i casi di trattamenti sanitari obbligatori, le questioni di interruzione della gravidanza ed i procedimenti contro le violenze in generale. Le udienze ex art. 709 ter c.p.c. note per risolvere i conflitti nella famiglia circa le modalità di affidamento e le questioni più importanti per le persone di età minore, vengono regolarmente trattate alla presenza delle parti e innanzi al giudice istruttore, il quale appunto fissa con decreto la data di comparizione delle parti.
Al tempo del COVID-19 cosa succede con il diritto di visita ed i piani di frequentazione tra i genitori?
Fino all’emanazione dell’ultimo DPCR del 22 marzo 2020, la frequentazione tra minori e genitori non collocatari non cambiava. Infatti, né il decreto del 2 marzo, né quello dell’8 e neppure quello dell’11 modificavano alcuna regola che influisse sui piani di frequentazione tra i bambini ed i genitori. Veniva quindi considerato in vigore il normale piano di frequentazione concordato tra le parti o disposto dal Giudice e ci doveva dunque essere la normale alternanza nella frequentazione dei figli minori da parte dei genitori non conviventi. Informazioni a riguardo erano, soprattutto, richieste da quei genitori conviventi con i minori, che, in questi giorni di quarantena, avrebbero preferito evitare che il proprio figlio si spostasse di casa. Soprattutto se il genitore non collocatario esplicasse un lavoro a rischio contagio.
Con l’emanazione del nuovo DPCR 22 marzo c’è stata una possibile svolta a riguardo, che deve, però, ancora essere effettivamente chiarita. Molto importante è il passaggio che limita ancor di più la possibilità di spostamento, che “sopprime” le disposizioni precedentemente dettate con il DPCM dell’8 Marzo in merito alla possibilità di rientro nel proprio domicilio. Ora è vietato in maniera assoluta ogni tipo di spostamento all’infuori del comune dove ci si trova, se non per comprovati motivi lavorativi, di estrema necessità o per motivi di salute: “(…) b) è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; conseguentemente all’articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 le parole «. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza» sono soppresse;”.
Anche in questo caso, però, è bene chiarire, che il decreto non nega esplicitamente il diritto di visita al genitore non collocatario, ma, nel momento in cui vi è la soppressione della possibilità di rientro presso il proprio domicilio ed il divieto di spostarsi da un comune all’altro bisogna chiedersi se alcune situazioni di visita potranno proseguire o meno. In questa materia troviamo un precedente giurisprudenziale, comunque antecedente al 22 marzo. Si tratta di un provvedimento dell’11 Marzo del Tribunale di Milano, emesso dal Giudice Gasparini Piera nell’ambito del procedimento N. R.G. 30544/2019 in cui garantiva il diritto di visita al padre e la normale frequentazione stabilita dal Tribunale proprio in funzione del fatto che fosse consentito lo spostamento verso la residenza o il domicilio. Ed ora? A seguito del nuovo decreto come bisognerà operare? Potranno i genitori non collocatari vedere i figli? Domande a cui ancora si cerca una risposta da parte del Governo.
A cosa porterà questa convivenza forzata nelle famiglie?
Il Global Times ha riportato che in Cina, a seguito della forzata quarantena per l’emergenza COVID-19 ci sia stato un boom di richieste di scioglimento di matrimoni così consistente da intasare gli uffici di alcune città.
La domanda è se questa sia stata una situazione determinata solamente dal fatto che la chiusura degli sportelli dove presentare le richieste non abbia permesso di procedere alle richieste di scioglimento, e quindi si siano accumulate, oppure se la forzosa convivenza dettata dalla necessità di stare a casa abbia contribuito. C’è, infatti, chi ritiene che la convivenza forzata, insieme ad una situazione ad alto livello di stress, potrebbe aver fatto sorgere delle divergenze ed incompatibilità che prima, in delle vite scandite dal lavoro e dagli impegni quotidiani, non si potevano manifestare, non trascorrendo tutto questo tempo insieme. L’essere quindi obbligati a condividere tutte le attività quotidiane, tra faccende di casa e bambini può aver portato a queste situazioni di rottura che in altri periodi non si sarebbero verificati.
