L’Avvocato risponde: Claudio Carlomagno ha premeditato l’omicidio della moglie?

L’Avvocato Maria Luisa Missiaggia risponde sul caso dell’omicidio di Anguillara Sabazia
Il caso di Anguillara Sabazia mi ha scosso, forse perché una mia cliente era amica della vittima, o forse perché non mi sono mai abituata a questa strage senza fine che non sembra poter essere fermata, la strage delle donne che decidono. La strage delle donne che vogliono andarsene, che vogliono rifarsi una vita.
Parla l’avv. Missiaggia che sceglie la strada della prevenzione perché, quando il delitto è compiuto, la pena non sana mai il dolore, né riporta in vita chi non c’è più. Né sembra che la pena o inasprimento della stessa sia un deterrente per i casi di omicidio delle donne.
Omicidio volontario aggravato?
Nel caso di Anguillara Sabazia, Claudio Carlomagno è accusato dell’omicidio volontario aggravato della moglie Federica Torzullo, avvenuto nella notte tra l’8 e il 9 gennaio 2026, con il corpo occultato in una buca profonda oltre due metri scavata con un mezzo meccanico. Le indagini puntano su gravi indizi, inclusi tentativi di depistaggio, ma la premeditazione non è ancora formalmente contestata in attesa dell’interrogatorio.
Premeditazione di Claudio Carlomagno?
La premeditazione (art. 577 n. 3 c.p.) eleva la pena per omicidio volontario da reclusione minima 21 anni all’ergastolo, distinguendo un dolo più intenso e programmato. Dice l’avvocato Missiaggia “Scavare una buca di due metri con mezzo meccanico in circa due ore, predisponendo un giaciglio drenante per nascondere il corpo, integra indizi di pianificazione post-omicidio che rafforzano l’ipotesi di premeditazione, configurando anche occultamento di cadavere.
E il figlio di età minore era presente al fatto? Dormiva? Cosa sappiamo?
Il figlio di 10 anni era in casa la sera dell’8 gennaio, quando la famiglia cenò insieme, ma fu portato dai nonni materni. Non sappiamo a che ora ma sicuramente prima dell’omicidio avvenuto in tarda serata probabilmente in cabina armadio o camera da letto dove sono state rinvenute tracce di sangue.
Carlomagno potrebbe scegliere il rito abbreviato
Carlomagno può richiedere il rito abbreviato (art. 438 cpp) per omicidio volontario, anche con aggravante premeditata se contestata, ottenendo riduzione di un terzo della pena; non è escluso per questo delitto, come confermato da prassi giurisprudenziale. La richiesta va presentata in udienza preliminare, ma la Procura può opporsi se emergono nuovi elementi.
Semi-infermità mentale come strategia difensiva?
La dichiarazione di “non aver capito la gravità di quello che è successo” non integra da sola semi-infermità (art. 89 c.p.), ma potrebbe essere richiesta la perizia medico-legale attestante scemata capacità di intendere/volere al momento del fatto, con diminuzione di pena.
Serve valutazione psichiatrica; frasi post-factum possono essere indizi, ma non prova esaustiva senza expertise.
