Accordi nella separazione e divorzio

Accordi nella separazione e divorzio – i vantaggi

Grazie alle numerose riforme in tema di autonomia negoziale nel diritto di famiglia, il principio di autodeterminazione garantisce ai coniugi che intendono avvalersi della separazione consensuale o del divorzio congiunto, la facoltà di stipulare accordi vantaggiosi.

Tali accordi possono essere adottati per disciplinare le conseguenze derivanti dallo scioglimento del matrimonio, riguardanti sia gli aspetti economici che personali.

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia       

Le convenzioni pattuite in sede di autonomia negoziale sono efficaci a seguito dell’omologazione da parte del giudice. Verrà, pertanto, emanato un decreto con il quale si attesterà la legalità, nonché la conformità dell’accordo alle statuizioni disposte dall’ art. 160 c.c. (riguardante i diritti inderogabili degli sposi per effetto del matrimonio) ed a quelle riguardanti il più generale, ma primario interesse dei figli, nel caso in cui l’oggetto riguardi l’affidamento ed il mantenimento degli stessi (art. 158 comma 2 c.c.).  

I vantaggi dei suddetti accordi non si esauriscono nella libertà di poterli adottare o meno e di determinarne il contenuto ma si estendono alla possibilità di stabilire il momento in questi cui possono essere adottati: anteriormente all’omologazione, simultaneamente o successivamente.

L’orientamento giurisprudenziale prevalente prevede che l’autonomia negoziale comprenda, anche, la possibilità di adottare accordi a latere: ovvero accordi non omologati, funzionalmente e cronologicamente collegati a quelli che hanno ottenuto l’omologazione, adottati allo scopo di integrare o modificare questi ultimi.

L’adozione di tali accordi può avvenire attraverso tre modalità: con ricorso congiunto, da presentarsi presso il Tribunale in cui uno dei due coniugi abbia la residenza, comparendo dinanzi all’ufficiale di stato civile (solo nelle ipotesi in cui non si abbiano figli minori, non economicamente sufficienti o portatori di handicap), o, infine, attraverso una convenzione di negoziazione assistita.

Per quanto attiene poi il caso di separazione legale, l’accordo garantisce la velocità della definizione della procedura. Infatti in dieci giorni puoi separarti in negoziazione assistita.

La negoziazione assistita è una recente procedura che consente alle parti in lite di stipulare un accordo scritto, con il quale si impegnano a collaborare per risolvere in via amichevole la loro crisi attraverso l’assistenza dei rispettivi avvocati. L’accordo deve ricevere il consenso del pubblico ministero, specie se vi sono figli minori o figli maggiorenni ma non ancora autonomi, che comunicherà il proprio nulla osta per procedere all’iscrizione nei registri di stato civile.

Nel caso tu abbia sottoscritto una separazione in negoziazione assistita, anche per il divorzio decorrono i tempi brevi di sei mesi. E da quando?

I sei mesi per il divorzio decorrono dal momento in cui l’accordo di separazione diventa efficace, ovvero “dalla data certificata nell’accordo di separazione raggiunto in sede di negoziazione assistita ovvero dalla data dell’atto contenente l’accordo di separazione concluso davanti all’ufficiale di stato civile”, se l’accordo viene ricevuto dal sindaco.

In caso invece non vi sia stato accordo tra le parti in sede di separazione, i termini per il divorzio si allungano  passano da sei mesi ad un anno dall’udienza presidenziale, ovvero dalla prima udienza di separazione giudiziale.

Comprederete che fare un accordo nella famiglia in crisi, è certamente un vantaggio sia per il recupero dell’autonomia negoziale da parte dei coniugi e/o della coppia di fatto, che nell’interesse superiore dei figli che certamente possono subire il conflitto con ripercussioni psicologiche anche irrimediabili a volte se non comprese dagli adulti.

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