Tradimenti perversi e diffusione dei dati online: quali tutele?

Tradimenti perversi e diffusione dei dati online: quali tutele?

È di pochi giorni fa la notizia della diffusione da parte di un gruppo hacker canadese di tutti i dati contenuti sul sito di Ashley Madison, il sito di incontri extraconiugali gestito dalla società canadese Avid Life Media.

Di frequentatori e iscritti sono stati diffusi e-mail, numeri di telefono e fantasie sessuali relative. La società di gestione del sito Ashley Madison ha offerto una ricompensa di 500mila dollari a chi sia in grado di fornire informazioni utili per arrivare ai colpevoli dell’attacco informatico.

Il sito conta più di 36 mila utenti in tutto il mondo, e questo ci spinge a constatare come tali persone siano prive di quella onestà intellettuale e morale posta alla base del rapporto matrimoniale.

E anche nella nostra penisola, dando una sbirciata ai dati diventati ormai di dominio pubblico, più di una famiglia rischia di vedere spiattellate ai quattro venti le proprie storielle di tradimento coniugale.

La crociata è partita, per protesta contro la cancellazione dei dati dal sito: 19 dollari il costo e nessuna garanzia che poi siano effettivamente distrutti. E gli hacker hanno anche minacciato la società canadese che gestisce il sito di continuare a divulgare informazioni sensibili, se non avesse provveduto a cancellare la piattaforma.

Ma la faccenda è diventata ancora più complicata, con l’entrata in campo di polizia ed Fbi, dopo che tre persone (due nel Canada e una negli Stati Uniti) sembra si siano uccise in seguito alla pubblicazione di quei dati.

I NUMERI DEL FENOMENO IN ITALIA

L’Italia sembra essere uno dei Paesi più attivi sulla piattaforma, e qui da noi sono 2.412 gli utenti che risultano iscritti, distribuiti in 21 Comuni. Per la stragrande maggioranza si tratta di uomini, ma le donne ovviamente non mancano affatto

Ecco allora che tutti i fedifraghi del mondo iniziano a tremare!!!!

È stato il gruppo hacker The Impact Team a violare il sito, e a pubblicare i dati sensibili di molti utenti tra cui preferenze sessuali, fantasie e altri dettagli che nessuno vorrebbe vedere sbandierati in rete.

Sono più di dieci milioni gli italiani che cercano amore o relazioni mordi e fuggi sul web, su siti e App come Tinder, Badoo.com, Meetic.it, Incontri-extraconiugali.com, CougarItalia.com o Aristofonte.com.

Stando a una ricerca commissionata da quest’ultima società, il 22 per cento dei nostri connazionali è iscritto a un sito di dating online, il 10 per cento a due o più siti diversi.

Meetic.it, che vanta una community di sette milioni di single con tremila iscrizioni al giorno, dichiara la nascita di 300 relazioni a settimana.

Gli iscritti a Cougaritalia.com, specializzato nel mettere in contatto donne mature e ragazzi giovani, sono 400 mila.

Incontri-extraconiugali.com ha 860 mila iscritti. Alex Fantini, il fondatore di queste due ultime piattaforme, sostiene che dopo il caso Ashley Madison,Incontri-extraconiugali.com ha avuto un boom di iscrizioni spaventoso. A suo avviso, non di utenti in fuga dal sito piratato, ma di persone che hanno scoperto dalla cronaca l’esistenza di community di traditori impenitenti.

Senza entrare nel merito della questione “tradimenti” e a prescindere dai risvolti drammatici della vicenda, quello che colpisce in questa storia e la fallibilità dei sistemi informatici di protezione dei dati personali e l’impossibilità di cancellare definitivamente i propri dati dalla rete.

Allora come possiamo difendere la nostra privacy on line?

La tecnologia ha migliorato o no le nostre vite?

Dobbiamo constatare amaramente che non è possibile proteggersi completamente dagli attacchi informatici, qualsiasi misura di sicurezza un sito decida di adottare.

L’importante è navigare con prudenza e buon senso, proteggere il computer dai virus e non cascare nelle trappole o nelle truffe organizzate per rubare dati o soldi ai più ingenui ed ai meno capaci.

La tecnologia rappresenta una nuova forma di comunicazione, più rapida, comoda e alla portata di tutti

Al giorno d’oggi è diventata l’elemento più importante, per non dire indispensabile nella vita di adulti, ma anche di bambini.

Ormai non possiamo più farne a meno!!!

Ovviamente come ogni altra cosa, non possiamo dire con sicurezza se la tecnologia migliora o peggiora le nostre vite, dipende da come viene usata!!!

Abusarne e nascondersi dietro una macchina può essere pericoloso e farci perdere il senso della realtà, per questo non bisogna diventarne schiavi e correre in rischio che diventi una vera e propria patologia.

Occorre rispolverare le vecchie abitudini, discutere con il proprio partner quando si verificano delle incomprensioni, andare al bar e fare due chiacchiere con gli amici, parlare con la gente in strada e sul tram e non rifugiarsi in una chat per affogare le proprie inquietudini e insoddisfazioni.

In ogni caso chattare sensualmente può essere causa di addebito nella separazione ove si dimosti che tale comportamento è causa esclusiva della separazione.

Lo Studio Missiaggia & Partners orami da tempo guida le coppie verso il componimento della lite con mezzi adeguati ed all’avanguardia che consentono di scovare anche il più astuto “traditore”.

Per un approfondimento sulla questione oggetto della dismina consigliamo la lettura dell’intervista all’Avv. Maria Luisa Missiaggia sulla rivista Panorama in edicola da giovedì 3 settembre 2015.

Veniamo ora a mezzi messi a disposizione dal nostro ordinamento per tutelarci dalle violazioni della privacy ed ottenere il giusto ristoro per il danno subito.

I principali strumenti a nostra disposizione sono:

–       Segnalazione,

–        Reclamo

–       Ricorso.

Tali azioni possono essere esercitati senza formalità, mediante richiesta rivolta al titolare o al responsabile (se designato) anche mediante un incaricato del trattamento (c.d. interpello preventivo), ma è comunque consigliabile farsi affiancare da un professionista qualificato, onde evitare di incorrere in errori.

In mancanza di riscontro o qualora il riscontro non sia soddisfacente, l’interessato può esperire un’azione giudiziaria oppure rivolgersi al Garante della privacy tenendo presente che il Garante non può disporre il risarcimento del danno in favore della parte vittoriosa e che vige il principio per cui, una volta che si è agito dinanzi al Garante, non è più possibile rivolgere al Tribunale per la medesima fattispecie.

Se vuoi saperne di più sui tuoi diritti violati e sul tradimento virtuale passa a trovarci a Via veneto e un Team di Avvocatesse specializzate saprà trovare la soluzione più efficace per il tuo caso.

Avv. Maria Luisa Missiaggia

Avv. Rosalia Cancellara

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