Consulenza online nel diritto di famiglia
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Una consulenza online o telefonica può essere ugualmente efficace?
Una consulenza online ben strutturata alle volte può essere anche maggiormente efficace di un incontro vero e proprio, anche nell’ambito del diritto di famiglia.
Il tempo a disposizione è limitato e pertanto si affronteranno solo gli argomenti più importanti senza dilungarsi in questioni superflue.
In Italia, la consulenza virtuale, inizia solo ora a diffondersi, promossa da una situazione economica e sanitaria difficile, ma in paesi come l’Inghilterra o gli Stati Uniti rappresenta oramai la consuetudine.
La consulenza online facilita la possibilità di diffondere concetti, dare sostegno, nonché offrire una risposta veloce agli interrogativi.
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Come si svolge una consulenza online in materia di diritti familiari?
La consulenza online segue un iter preciso e non viene improvvisata.
Generalmente, prima di concordare l’appuntamento per la consulenza, il cliente verrà edotto telefonicamente ovvero via mail di tutte le informazioni e la documentazione che dovrà reperire al fine dell’incontro virtuale.
- Prima di concordare un colloquio virtuale, è necessario compilare la scheda (form) che viene fornita dal professionista, nella quale il potenziale cliente dovrà inserire tutti i dati necessari richiesti, cercando, per quanto possibile, una comunicazione che rispecchi esattamente la condizione vissuta.
È importante cercare di non esprimere il “come” viene vissuta la situazione (aspetto che interesserà principalmente l’area degli psicologi) ma di descrivere i fatti realmente accaduti.
- Per quanto attiene alle consulenze inerenti la separazione ed il divorzio o quelle riguardati l’affidamento dei figli, sarà necessario predisporre:
- Un riassunto dettagliato della propria vita matrimoniale o di coppia;
- Le proprie dichiarazioni dei redditi degli ultimi 3 anni;
- La dichiarazione dei redditi di controparte degli ultimi 3 anni;
- La contribuzione alla vita familiare;
- La presenza di figli e ad un’attenta descrizione delle loro abitudini quotidiane;
- Un prospetto di spese mensili della famiglia e come vengono ripartite fra la coppia;
- Il tenore di vita goduto in costanza matrimonio (comprensivo anche dei viaggi ecc..);
- Avere ben chiaro l’obiettivo da raggiungere per poter concertare con il legale una strategia adeguata.
- Una volta compilato il form, il professionista studierà attentamente la pratica, assicurando la proficuità dell’incontro: tutte le informazioni necessarie sono state già assimilate dal legale e pertanto la consulenza sarà modulata in base alle stesse.
- Nei casi che richiedono particolare attenzione, Studiodonne offre la possibilità di inserire nella consulenza online, e previo consenso del cliente, l’intervento di un professionista psicologo. Nelle consulenze inerenti il diritto di famiglia, infatti, svolge un ruolo di particolare importanza l’aspetto psicologico della questione. Difatti, accade spesso che i clienti, i quali non seguono già un percorso terapeutico, vengano affiancati anche dal consulente psicologico dello studio. È molto importante essere “preparati” a ciò che un processo comporta psicologicamente, e bisogna arrivarci convinti e supportati da personale adeguato.
- Infine, quando la consulenza, avente ad oggetto aspetti civilistici del diritto di famiglia, contempla anche aspetti penali, a titolo di esempio, nei casi di maltrattamenti, violenze familiari, la consulenza online permette di far partecipare anche l’avvocato penalista specializzato.
- La consulenza verrà chiusa dall’illustrazione della strategia da seguire e dalla spiegazione dettagliata di tutti gli eventuali costi per procedere, i quali saranno inseriti in un preventivo che verrà inoltrato al cliente per la firma.
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Quali sono benefici della consulenza online?
Sono molteplici i vantaggi offerti dalla consulenza online, che senza dubbio offre anche un approccio veloce nei casi di emergenza.
In particolare, nella nostra esperienza, abbiamo tratto i seguenti vantaggi:
- Viene superato il distanziamento logistico: anche il cittadino residente all’estero, ma con legami affettivi e patrimoniali in Italia, può tranquillamente organizzarsi per effettuare una consulenza online senza dover necessariamente rientrare in Italia.
- Viene abolita l’inibizione: questo aspetto è di fondamentale importanza; spesso accade che il cliente subisca una sorta di timore nel raccontare i fatti per paura di essere giudicato. La consulenza virtuale, che si può svolgere anche senza le telecamere ovvero telefonicamente, permette di esprimersi con estrema sincerità. Il che certamente consentirà al professionista di lavorare con maggior efficacia sulla pratica. Ebbene, in altri termini la “presenza virtuale” favorisce l’espressione delle proprie problematiche diminuendo la resistenza.
- Minor costo: è chiaro che anche l’aspetto economico della consulenza online rappresenta un vantaggio della stessa. Difatti, a differenza della consulenza in studio, il cliente supporterà un costo dimezzato a parità di efficacia del risultato finale.
- Ottimizzazione del tempo: il risparmio non riguarda unicamente la parcella del legale, ma anche tutte le spese per raggiungere lo studio del professionista, le ore di permesso lavorativo e l’eventuale sottrazione del tempo ai propri figli.
- Maggiore preparazione all’incontro grazie allo studio dei form: questo aspetto è essenziale. Sia il professionista che il cliente hanno piena contezza dell’argomento e dei punti fondamentali da trattare.
- Il colloquio rimane a disposizione del cliente: nel caso della chat rimane scritto, nel caso della audio-video consulenza, la stessa può essere registrata. Anche il professionista, al termine della seduta può rileggere il testo per effettuare ulteriori riflessioni su aspetti ai quali non si era prestato attenzione nel corso della consulenza.
- Pieno rispetto della normativa Covid: nel periodo storico attuale le consulenze online vengono sempre più richieste. Le distanze sociali dettate dal governo ci impongono di evitare contatti con le altre persone se non mediante l’utilizzo delle mascherine facciali. La soluzione ottimane per non rinunciare alla tutela dei propri diritti è proprio la consulenza virtuale.
Quali sono gli strumenti necessari per effettuare una consulenza virtuale?
Oggigiorno è molto semplice effettuare una consulenza online, in quanto la maggior parte della popolazione è in possesso degli strumenti necessari:
- Computer;
- Connessione internet;
- Piattaforma per consulenze online dal vivo: sono molteplici le piattaforme messe a disposizione degli utenti per effettuare una video chiamata, tuttavia l’utilizzo di Skype è certamente la soluzione migliore, poiché è gratuita ed intuitiva. Per i più esperti, attualmente le piattaforme maggiormente utilizzate per le consulenze con diversi partecipanti sono GoToMeeting e Zoom.
Come si effettua un pagamento per una consulenza online?
Anche sotto questo punto di vista la consulenza virtuale offre senza dubbio delle soluzioni estremamente facili.
Innanzitutto il pagamento viene effettuato prima dello svolgimento della consulenza, ed è molto comodo per entrambe le parti pagare in anticipo, inoltre esistono numerosi servizi che permettono di soddisfare questa esigenza in modo semplice.
Ad esempio è possibile effettuare il pagamento mediante bonifico bancario, ovvero con il servizio offerto da PayPal, che permette di generare un link personalizzato da collegare ad un pulsante.
Un’alternativa a PayPal è rappresentata da Satispay, tuttavia è meno immediata perché l’applicazione deve essere installata sia sul telefono di chi riceve, sia su quello di chi paga, ma una volta effettuata questa operazione anche questo meccanismo di pagamento risulterà comodo ed agevole.
Come si svolgono le udienze telematiche?
Anche i Tribunali si sono dovuti adeguare alle esigenze richieste dall’attuale periodo storico, ed all’esigenza di salvaguardare il diritto alla salute e di garantire la continuità dei processi e la tutela dei diritti del cittadino.
L’articolo 83 del D.L. 18/2020 stabilisce che le udienze telematiche, sono quelle svolte in videoconferenza, con collegamento da remoto, ovvero a trattazione scritta, ossia con scambio “virtuale” di scritti che sostituiscono la comparizione dinanzi al Giudice.
Sulla scorta del provvedimento di cui sopra, infatti, in data 20 marzo 2020 è stato pubblicato sul Portale dei Servizi Telematici del Ministero della Giustizia il provvedimento con cui si è previsto che lo svolgimento delle udienze avvenga tramite l’utilizzo dei programmi Skype for Business e Teams di Microsoft, autorizzando i collegamenti sia su dispositivi dell’ufficio che su quelli personali.
Con questi strumenti viene consentita la gestione delle videoconferenze ed alle parti di formulare le proprie deduzioni o istanze sia oralmente che per iscritto, proprio come se ci si trovasse in un’aula di tribunale.
Nel diritto di famiglia occorre tenere conto che tutti i procedimenti sono connotati dall’urgenza di provvedere, proprio per questo motivo è stata concessa la possibilità alle parti ed ai difensori di presenziare personalmente in tribunale, nel rispetto della tutela della salute e del diritto di difesa. Tuttavia, anche in questo settore, i giudici hanno optato per le modalità telematiche, al fine di assicurare la “celere risoluzione di controversie improcrastinabili”. Difatti attualmente, la maggior parte di dette udienze si svolgono con le modalità telematiche, ed in particolare con la cd. “trattazione scritta”.
Nello specifico:
1) Nei procedimenti di natura consensuale: fino alla cessazione della fase emergenziale è ammesso il deposito esclusivamente telematico di ricorsi per separazione consensuale, divorzio congiunto, ricorso congiunto ex art. 337 bis c.c., ricorso congiunto ex art. 710 c.p.c. e ricorso congiunto ex art. 337 quinques c.c. i difensori, a causa dell’emergenza epidemiologica e delle sottese esigenze di tutela della salute, che impongono, tra le altre cose, il rispetto del distanziamento sociale, potranno convenire sulla scelta della c.d. trattazione scritta.
Il problema del tentativo obbligatorio di conciliazione nei procedimenti di separazione e divorzio, viene, risolto attraverso una dichiarazione sottoscritta dalle parti, con la quale esse dichiarano di non volersi conciliare, sia con il riferimento alla giurisprudenza di legittimità (Cass., sent. n. 34/2008 e 11059/2001), secondo cui il tentativo non costituisce un presupposto indefettibile del giudizio.
2) Per i procedimenti contenziosi, la scelta di celebrare l’udienza tramite collegamento da remoto deve avvenire previa disponibilità dei difensori delle parti, i quali la ritengano compatibile con le esigenze della difesa. Sul punto la norma prevede che i Capi degli uffici possano disporre lo svolgimento delle udienze con collegamenti telematici, allorché le stesse non richiedano la presenza di soggetti diversi dai difensori e dalle parti e non richiede espressamente il consenso dei difensori, limitandosi a prevedere che le udienze debbano essere svolte con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione dei soggetti che devono intervenire. In altri termini, i difensori potranno rifiutare lo svolgimento dell’udienza da remoto adducendo giustificate ragioni relative all’effettività, nel caso concreto, del contraddittorio ed all’esercizio del diritto di difesa e non per motivi generici o pregiudiziale rifiuto degli strumenti telematici.
3) In ordine all’ascolto del minore, le Linee guida del CNF prevedono che esso venga effettuato personalmente laddove sia assolutamente indispensabile e indicano modalità per l’ascolto in Tribunale e per il coinvolgimento dei servizi sociali o l’audizione per chiarimenti del CTU.
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