Avvocato, sono in fase di separazione, non vedo mio figlio da due anni e ho scoperto che il bambino è violento con la mamma ed ha una dipendenza da videogiochi. Le cause della dipendenza quali possono essere? Io vedo poco mio figlio perché la mamma è poco collaborativa e ha l’affido esclusivo. Cosa posso fare?
La crescente diffusione della dipendenza da videogiochi tra i minori pone interrogativi sempre più pressanti alle famiglie e agli operatori del diritto, specie nei contesti di separazione conflittuale. La recente ordinanza del Tribunale per i minorenni di Milano del 22 aprile 2025 offre spunti rilevanti per riflettere sia sulle cause di tali fenomeni sia sulle possibili strategie di intervento giuridico e sociale.
Le cause della dipendenza da videogiochi nei minori
La letteratura scientifica e la giurisprudenza recente concordano nell’individuare una molteplicità di fattori che possono concorrere allo sviluppo di una dipendenza da videogiochi nei minori. Tra questi spiccano:
- Aspetti neuropsicologici: i videogiochi sono progettati per stimolare il rilascio di dopamina, generando sensazioni di piacere e gratificazione immediata. La cosiddetta “ricompensa imprevedibile” rende difficile per il minore interrompere il gioco, favorendo l’insorgenza di comportamenti compulsivi.
- Fattori ambientali e relazionali: la qualità della relazione con i genitori e il contesto familiare rappresentano elementi determinanti. Situazioni di conflittualità tra i genitori, separazioni e carenza di collaborazione nell’esercizio della responsabilità genitoriale possono accentuare il rischio di isolamento sociale e di rifugio nel mondo digitale.
- Eventi traumatici o stressanti: episodi di bullismo, violenza domestica o trasferimenti possono fungere da detonatori per comportamenti disfunzionali, come documentato in diversi casi giudiziari.
Il provvedimento del 22 aprile 2025 ha riconosciuto nel caso concreto la presenza di una “evidente dipendenza da device”, con conseguente abbandono scolastico, isolamento sociale e comportamenti violenti nei confronti della madre. La madre, pur avendo tentato ogni soluzione, si è trovata costretta ad allertare scuola e servizi sociali senza ottenere miglioramenti, fino all’intervento del tribunale.
La risposta della giurisprudenza: il caso di Milano
Il Tribunale per i minorenni di Milano, con ordinanza del 22 aprile 2025, ha adottato misure di particolare rigore, disponendo il collocamento in comunità del minore e, se necessario, il ricovero coattivo in una struttura ospedaliera specializzata, anche con l’ausilio della forza pubblica e di un medico. Si tratta di un provvedimento drastico, giustificato dall’incapacità dei genitori – in particolare della madre – di gestire la situazione e dall’inefficacia degli interventi meno invasivi.
Il Tribunale ha sottolineato come la dipendenza da videogiochi e internet debba essere trattata, nei casi più gravi, in modo analogo alle dipendenze da sostanze stupefacenti, evidenziando i rischi per la salute mentale e lo sviluppo psico-fisico del minore.
Affidamento esclusivo e diritto di visita: quali prospettive per il genitore non affidatario?
È bene sottolineare che, nel contesto della separazione, l’affidamento esclusivo viene disposto solo in presenza di una manifesta inidoneità educativa di uno dei genitori o quando la conflittualità tra i coniugi si riverbera in modo pregiudizievole sull’interesse del minore. Tuttavia, la giurisprudenza richiede che il genitore affidatario sia effettivamente idoneo a garantire il benessere del figlio e che l’altro genitore non venga escluso dalla vita del minore senza adeguata motivazione.
Se il genitore non affidatario ritiene che il minore sia esposto a situazioni di rischio (come la dipendenza da videogiochi con episodi di violenza), può rivolgersi al tribunale per chiedere la revisione delle condizioni di affidamento e l’attivazione dei servizi sociali, anche al fine di valutare la possibilità di un percorso di recupero e di sostegno alla genitorialità.
Cosa può fare il genitore non affidatario
- Segnalare la situazione ai servizi sociali: in presenza di segnali di disagio o dipendenza, è fondamentale coinvolgere i servizi territoriali per una valutazione multidisciplinare.
- Richiedere la revisione dell’affidamento: se la condizione del minore è gravemente pregiudicata, il genitore può chiedere al tribunale una modifica delle condizioni di affidamento, anche in senso condiviso o con un ampliamento del proprio diritto di visita.
- Partecipare attivamente ai percorsi di recupero: la giurisprudenza valorizza il coinvolgimento di entrambi i genitori nei percorsi terapeutici e riabilitativi del minore, ove possibile.
Verso una tutela effettiva del minore
La sentenza del Tribunale per i minorenni di Milano del 22 aprile 2025 rappresenta un punto di svolta nell’approccio giudiziario alla dipendenza da videogiochi nei minori, sancendo la necessità di interventi tempestivi e incisivi a tutela della salute psico-fisica dei giovani. Il caso conferma che la crisi familiare e la carenza di collaborazione tra genitori possono costituire fattori di rischio, ma non giustificano l’esclusione di uno dei genitori dalla vita del figlio, specie quando quest’ultimo manifesta gravi segnali di disagio. Il diritto di visita e la responsabilità genitoriale devono essere esercitati nell’esclusivo interesse del minore, con il supporto delle istituzioni e dei servizi preposti alla tutela dei soggetti più fragili.