Vita in lockdown: il genitore separato e non collocatario può recuperare i giorni di visita in caso di obbligata quarantena del figlio minore?

Vita in lockdown: il genitore separato e non collocatario può recuperare i giorni di visita in caso di obbligata quarantena del figlio minore?

 

I tempi di visita persi a causa della pandemia sono recuperabili?

Il caso: un padre separato non ha potuto trascorrere del tempo con suo figlio per rispettare gli obblighi di quarantena del minore imposti dalla pandemia.

Il figlio infatti è risultato positivo al test Covid e, pertanto, per un ampio periodo non è potuto uscire dalla propria abitazione, con conseguente compressione del diritto di visita del padre, per lasciare spazio alla tutela della salute del piccolo.

Il padre non collocatario vorrebbe recuperare il tempo non trascorso con il figlio a causa dell’epidemia, ma come?

Pillole giuridiche: una soluzione è stata avanzata dalla Corte d’Appello di Cagliari con Ordinanza del 07.08.2020 che -adita in seguito a Reclamo proposto dal padre non collocatario avverso Ordinanza del 07.07.2020 del Tribunale di Cagliari- ha disposto il recupero dei tempi di visita non potuti vivere – dal genitore non collocatario- per effetto della pandemia.

La Corte d’Appello di Cagliari ha motivato la propria decisione sostenendo che un diverso orientamento sarebbe lesivo del principio di bigenitorialità, “da intendersi quale presenza comune dei genitori nella vita del figlio, idonea a garantirgli una stabile consuetudine di vita e salde relazioni affettive con entrambi, nonché quale dovere dei genitori di cooperare nella sua assistenza, educazione ed istruzione”.

In tal senso la Corte d’Appello di Cagliari si è conformata alla giurisprudenza di legittimità (Cass. Ord. n. 9764/2019).

Pertanto, i giorni persi per effetto della pandemia necessitano di essere recuperati -seppur gradualmente- nel corso dei mesi successivi e nel corso dell’anno successivo, a cominciare dal periodo estivo (alle porte nel caso in commento).

Ciò in quanto, secondo la Corte d’Appello di Cagliari, il diritto di visita non è stato esercitato per ragioni oggettive e sanitarie, motivo per cui “i tempi di vita persi con il proprio figlio, indispensabili per la costruzione e per il mantenimento di un rapporto pieno e completo sotto tutti gli aspetti vadano recuperati in attuazione del principio di bigenitorialità”.

A tal fine nessuna videochiamata può ritenersi sostitutiva dei giorni persi nel rapporto padre-figlio, tuttavia può considerarsi strumento utile per tamponare momentaneamente la mancanza genitoriale.

Invero sul punto la Corte d’Appello di Cagliari afferma che: “Nessuna rilevanza può assumere l’affermazione della resistente secondo cui il padre aveva potuto sentire durante il periodo di isolamento il figlio minore tramite videochiamate. È di tutta evidenza che la presenza fisica del genitore con il proprio figlio non può essere paragonata ad una limitata presenza virtuale di una video chiamata caratterizzata dalla limitazione del contatto fisico, che è tipico di ogni rapporto, soprattutto quello genitori-figli”.

In ragione di ciò, la Corte d’Appello di Cagliari ha accolto il Reclamo proposto avverso l’Ordinanza del Tribunale di Cagliari e, per l’effetto, ha autorizzato il padre non collocatario a recuperare il periodo di visita perso a causa della pandemia prolungando di 2-3 giorni i tempi di permanenza concordati.

La soluzione: il genitore non collocatario ha diritto di recuperare i tempi di visita persi per effetto della pandemia e, a tal fine, può chiedere la proroga dei tempi di permanenza di qualche giorno rispetto a quelli già concordati in sede di separazione.

Le videochiamate possono senz’altro aiutare il minore, momentaneamente, a sopperire ad un vuoto che necessita di essere colmato non appena possibile, per consentire le necessarie interazioni imprescindibili nel rapporto genitore-figlio.

Il diritto al recupero dei tempi di visita andrebbe concordato, ma soprattutto avallato anche dal genitore collocatario; e ciò in quanto consentire al minore di recuperare il tempo perso con l’altro genitore non farebbe altro che agevolare il minore nel mantenere il proprio benessere psicofisico che, in prima battuta, trova le proprie inscindibili radici nel rapporto equilibrato mantenuto con entrambe le figure genitoriali.