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COVID-19: gli accordi di separazione e divorzio in quarantena

È possibile separarsi nonostante la quarantena?

Il Decreto Legge del 17 Marzo 2020 n. 18 ha sancito la sospensione delle udienze, sia civili che penali, nonché delle attività stragiudiziali quali mediazioni e negoziazioni assistite, fino al 16 Aprile, ma non vi è stata la chiusura degli studi professionali considerate attività necessarie. Questo significa che, attraverso i mezzi di comunicazione moderni è possibile, in questo periodo di “riflessione” cominciare a stilare gli accordi con gli avvocati, così da essere pronti per il deposito alla riapertura degli sportelli.

 

Perché fare un accordo?

L’Avv. Maria Luisa Missiaggia risponde: “Perché l’accordo velocizza la soluzione nella crisi, che può trovare alternative al conflitto. Conflitto detestato dagli eventuali figli che hanno sempre bisogno della massima tutela possibile in queste situazioni. Inoltre, decorrono i termini brevi (6 mesi) per il divorzio a seguito della separazione, mentre, senza un accordo, i tempi diventano biblici”.

 

E perché farlo durante la quarantena?

“Durante la quarantena si ha la possibilità di riflettere, si ha più tempo per mettere in ordine le proprie priorità, e più tempo per trovare delle soluzioni meno conflittuali” – continua L’Avv. Missiaggia – “C’è anche da dire che gli ultimi DPCM hanno comunque mantenuto aperti gli studi legali, che continuano a lavorare anche da remoto e permettono, attraverso la tecnologia di avere un contatto diretto con l’Avvocato senza muoversi dalla propria casa. Il professionista, quindi, nonostante la situazione, può seguire passo passo ogni momento della crisi, come fa uno psicologo, per riuscire a trovare delle condizioni di separazione e divorzio “Intelligenti”, cioè non conflittuali.

È vero che nella quarantena si è costretti a vivere sotto lo stesso tetto poiché non vi è possibilità di allontanamento. Questo, però, accade anche nel cosiddetto “tempo di pace”, cioè prima di questa guerra contro il nemico invisibile. Prima della sottoscrizione dell’accordo infatti accade spesso, anche in condizioni normali di essere costretti a vivere sotto lo stesso tetto. Con l’accordo, infatti, vengono risolte le questioni della casa e del mantenimento e pian odi frequentazione ove ci siano minori. Tutti gli avvocati suggeriscono, infatti, di restare all’interno della casa fino all’accordo, salvo situazioni eccezionali come possono essere casi di violenza e di impossibilità di proseguire la convivenza, nel qual caso però, si sconsiglia di trattare e di accordarsi”.

È dunque evidente come, nonostante la situazione, l’accordo sia fondamentale per la risoluzione delle controversie e prenderlo in anticipo può risultare vantaggioso per trovare le migliori condizioni e per essere pronti alla riapertura degli uffici, così da anticipare il successivo sovraccarico di una giustizia ferma da molto tempo.

Il procedimento che durante questo periodo è preferibile seguire è quello in negoziazione assistita, che permette un ulteriore taglio dei tempi di attesa per raggiungere la separazione e poi il divorzio.

 

Cos’è in breve la negoziazione assistita?

La negoziazione assistita è uno strumento alternativo per la risoluzione delle controversie tra i coniugi. È necessaria la partecipazione degli avvocati di entrambe le parti le quali si impegnano a risolvere il proprio contenzioso “amichevolmente” cooperando in una condizione di buona fede.

 

Cosa succede nella prassi?

Il cliente contatta l’avvocato, anche per via telematica (skype, videochiamate, whatsapp, facetime) e dà il mandato per iniziare trattative con la controparte (coniuge, compagno e o genitore dei propri figli). Entro i successivi 3 mesi è auspicabile raggiungere un accordo che veda definita la questione casa, mantenimento e piano di frequentazione per i minori. Nell’accordo si possono anche stabilire trasferimenti immobiliari esenti da imposte e tasse, nonché trust per la tutela dei patrimoni. In caso di divorzio è possibile anche fissare una somma di denaro una tantum che vada a sostituire l’assegno divorzile con cadenza mensile. Sottoscritto l’accordo tra le parti, con i propri avvocati, il documento viene inoltrato telematicamente all’ufficio del PM, che provvederà ad apporre il visto all’accordo entro i prossimi 10 giorni in caso di conformità alle normative vigenti.

Segue l’invio al comune per la trascrizione della separazione e o del divorzio nel certificato di matrimonio al fine della produzione degli effetti.

Come vedete i tempi sono davvero brevi! Lo Studio è aperto e con una telefonata possiamo stabilire quale è la migliore condizione per ciascuno di voi.

Avv. Maria Luisa Missiaggia con la collaborazione di Ludovico Raffaelli

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