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Coronavirus: stop ai piani di frequentazione?

A causa dell’emergenza Coronavirus anche la giustizia è costretta a fermarsi. È infatti bloccata in tutta Italia la trattazione delle udienze presidenziali di separazione, di divorzio e anche quelle che riguardano le coppie di fatto. Questo è stato disposto dal decreto legge n. 9/2020 del 2 Marzo, e dal decreto n.11/2020 dell’8 Marzo, con i quali sono state sospese tutte le udienze dei processi civili e penali. Le date poi assegnate a ciascun procedimento cambieranno a seconda dell’ufficio, ma comunque sono tutte rinviate dopo il 31 Maggio 2020. Vi sono però alcuni casi che non permettono alla giustizia di fermarsi e sono quelli relativi alle emergenze legate alle crisi familiari: infatti, nonostante le misure straordinarie prese per far fronte all’emergenza COVID-19, è previsto che si trattino quelle cause, cosiddette “Urgenti”, relative agli alimenti, a maltrattamenti di minore, i procedimenti del Tribunale dei minorenni relativi alle dichiarazioni di adottabilità, i casi di trattamenti sanitari obbligatori, le questioni di interruzione della gravidanza ed i procedimenti contro le violenze in generale.

Per quanto riguarda la frequentazione tra i minori ed i genitori non collocatari, invece, alcuna regola è stata cambiata né dai decreti del 2 e dell’8 Marzo, né da quello successivo dell’11. Sarà quindi da considerarsi in vigore il normale piano di frequentazione concordato tra le parti o disposto dal Giudice e ci dovrà dunque essere la normale alternanza nella frequentazione dei figli minori da parte dei genitori non conviventi. Informazioni a riguardo erano, soprattutto, richieste da quei genitori conviventi con i minori, che, in questi giorni di quarantena, avrebbero preferito evitare che il proprio figlio si spostasse di casa. Soprattutto se il genitore non collocatario esplicasse un lavoro a rischio contagio. Questa tipologia di richiesta però non ha riscontro in nessun capo dei nuovi decreti volti al contrasto del nuovo Coronavirus.

A prescindere dal decreto emesso, però, può capitare che il genitore collocatario non voglia in nessun caso far vedere all’altro il bambino a causa delle difficili condizioni sociali e della pericolosità degli spostamenti. In questi casi l’unica soluzione è ricorrere all’art. 709 ter c.p.c.: “Per la risoluzione di controversie insorte tra i genitori in ordine all’esercizio della responsabilità genitoriale o delle modalità di affidamento (…)”, articolo che non rientra nei casi di sospensione menzionati all’interno del decreto, ma che, trattandosi di situazioni “urgenti” permette la trattazione della causa e permetterà ai genitori di esporre le proprie ragioni e le motivazioni delle scelte effettuate in una situazione di grande difficoltà. Sarà il Giudice, convocate le parti, o inaudita altera parte, a disporre le modifiche della frequentazione, tenendo conto del caso concreto e delle prove addotte.

Avv. Maria Luisa Missiaggia con la collaborazione di Ludovico Raffaelli

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