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Può essere impedito ai nonni di frequentare i nipoti?vediamo quando.

Può essere impedito ai nonni di frequentare i nipoti?vediamo quando.

La fine di una relazione o la rottura di un rapporto familiare in presenza di un figlio, comporta il più delle volte delle conseguenze nei genitori e dei figli, ma alcune volte anche nei confronti dei ascendenti, ovvero in questo caso dei nonni.

Cosa succederebbe se uno dei genitori volesse escluderli dalla vita dei nipoti?

O meglio, si può vietare ai nonni di vedere i nipoti?

Il vincolo che lega nonni e nipotini viene sancito nel nostro codice civile, all’art. 317 bis, con il diritto dei nonni “a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni”.

Si tratta di una norma fondamentale, in vigore nel nostro ordinamento dal 2014.

L’articolo 155 co.1 del codice civile attribuisce al minore il diritto di conservare rapporti significativi con gli ascendenti.

ll rapporto di parentela tra nonno e nipote sussiste nel caso in cui la filiazione sia avvenuta

  • all’interno del matrimonio;
  • al di fuori del matrimonio;
  • quando il nipote sia figlio adottivo

E’ bene ricordare che la legge ha definitivamente eliminata la differenza tra figli legittimi e naturali.

A norma dell’articolo 148 c.c., vi è il dovere dei nonni di mantenere i nipoti qualora non ricorrano le possibilità da parte dei genitori. Questo era in passato l’unico aspetto regolato dalla legge.

Ma dal 2006 i nonni non hanno soli doveri, ma anche diritti! Ebbene si, perchè la Legge 54/2006 introduce il diritto dei minori a conservare rapporti significativi con gli ascendenti ed i parenti di ciascun ramo genitoriale, pure in caso di separazione dei genitori.

Successivamente il d.lgs 154/2013 modificando l’art. 317 bis c.c. ha introdotto, a fianco del diritto dei minori già sancito dalla riforma del 2006, un corrispondente autonomo diritto degli ascendenti alla conservazione del legame, individuando nel Tribunale per i minorenni, il giudice competente ad emettere i provvedimenti a tutela di tale diritto.

La riforma della filiazione, compiuta dal d. lgs n° 154/2013 attraverso la riformulazione dell’art. 317 bis c.c. ha per la prima volta sancito un diritto soggettivo degli ascendenti, stabilendo che gli stessi «hanno diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni» e che «l’ascendente al quale è impedito l’esercizio di tale diritto può ricorrere al giudice del luogo di residenza del minore affinché siano adottati i provvedimenti più idonei nell’esclusivo interesse del minore».

La legge tende a proteggere solo il bene del minore, l’interesse del nonno a veder tutelato il proprio rapporto col nipote può essere accolto dal giudice solo nella misura in cui la rottura del legame abbia avuto ripercussioni negative sullo sviluppo e crescita del minore medesimo.Dunque si dovrà stabilire se l’interruzione o la riduzione delle frequentazioni con i nonni, voluta dai genitori, abbia inciso o possa incidere negativamente o meno, sullo sviluppo del bambino.

Quando i nonni non hanno il diritto di visita?

Non è scontato per i nonni poter vedere i propri nipoti, sembrerà assurdo ma è così.

Come più volte ricordato, è l’interesse del minore quello che si tiene in considerazione quando bisogna prendere delle decisioni che li riguardano.

 Qualora la frequentazione del minore con i nonni non sia in linea con l’interesse del minore, con il suo crescere sereno ed in pratica gli sia nocivo, i nonni non avranno alcun diritto di visita ma anzi gli sarà impedito di frequentare il minore.

L’art. 317 bis c.c. rubricato “rapporti con gli ascendenti” non attribuisce ai nonni un diritto assoluto bensì un diritto a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni che trova un limite fisiologico nell’interesse del minore ad una crescita serena ed equilibrata.

Ai nonni viene impedito di vedere il proprio nipote, cosa possono fare?

Se ti viene vietato di incontrare i tuoi nipoti (e di avere un rapporto con loro) ma allo stesso tempo sei certo di avere tutte le carte in regola per incontrarli, puoi ricorrere al giudice per chiedere la tutela del tuo diritto. In questo caso la competenza è del Tribunale per i Minorenni del luogo di residenza abituale del minore come disposto dall’ art. 38 disp. att. Cc, competente per l’appunto a decidere sulle controversie inerenti al diritto di visita nonni e nipoti. La procedura inizia con la presentazione di un ricorso al giudice.

In questo caso il Tribunale decide in camera di consiglio, dopo aver assunto le dovute informazioni e sentito il parere del PM.

Si procede ad ascoltare il minore se ha già compiuto i 12 anni. È comunque possibile ascoltare anche il minore al di sotto dei 12 anni ove il giudice ne attesti la capace di discernimento.

Quando il provvedimento è richiesto contro il genitore che impedisce i rapporti tra nipote-nonni, il genitore deve essere sentito, come previsto dall’art. 336 co. 2 cc in combinato disposto con l’art. 317bis co. 2 cc.

È escluso invece che gli ascendenti possano inserirsi nei procedimenti di separazione/divorzio dei figli, perché non sono considerati parti in causa.

Anche la Corte di Strasburgo ha avuto modo di affermare importanti principi di diritto in materia di diritti dei nonni.

Ad avviso della Corte non esiste un diritto assoluto dei nonni a frequentare i nipoti; esiste, tuttavia, un dovere delle Autorità di riconoscerlo e tutelarlo in modo effettivo e celere.

Condiviso il riconoscimento del ruolo dell’ascendente nella vita del minore, riconosciuto non solo a livello interno.

Lo Studio Legale Missiaggia vanta una consolidata esperienza in ogni fase dei giudizi di separazione e divorzio, nel settore del diritto di famiglia, offrendo un’assistenza specializzata anche innanzi al Tribunale per i Minorenni ed, in materia di rapporti patrimoniali tra coniugi o conviventi e di mantenimento dei figli.

Per maggiori informazioni richiedi la tua consulenza sul tema al nostro Studio. Ti aspettiamo

http://www.studiodonne.it

a cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia e dell’Avv. Maria Grazia Bomenuto