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Cassazione “restituisce” responsabilità genitoriale alla madre trasferitasi per lavoro.

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia e dell’Avv. Rosalia Cancellara

Il Caso

Una madre romana, disoccupata e separata si trasferisce da Roma a Padova con il proprio bambino senza il consenso del padre.

Il padre fa ricorso al Tribunale per i minorenni di Roma per richiedere la decadenza della responsabilità genitoriale della madre, ottenendo uno pronuncia favorevole.

La madre impugna il provvedimento in Appello e i Giudici le danno ragione “restituendole” la responsabilità genitoriale sul figlio.

Il padre impugna il provvedimento in Cassazione che mette la parola fine a questa triste vicenda dando ragione alla madre e confermando la decisione dei Giudici D’Appello.

La decisione

La Cassazione ha stabilito che “per quanto censurabile, il comportamento della donna non integra i presupposti per la dichiarazione di decadenza dalla responsabilità genitoriale che costituisce un provvedimento predisposto dal legislatore non a scopo sanzionatorio ma a tutela del minore e finalizzato a scongiurare ulteriori condotte pregiudizievoli da parte del genitore”.

Già per la Corte di Appello, inoltre, come ricorda il verdetto 15949 depositato il 18 giugno 2018, “le finalità del comportamento della madre non erano riconducibili a motivazioni egoistiche o futili ma alla ricerca di una occupazione lavorativa e alla possibilità di fruire del sostegno dei genitori”.

Positivamente era poi stato considerato il fatto che la mamma aveva ubbidito al provvedimento del tribunale che le aveva ordinato di ritrasferire il figlio a Roma presso il padre, e che la CTU aveva attestato “una buona relazione del bambino con entrambe i genitori” ritenendo “preferibile la residenza presso la madre che ha le capacità, l’attenzione e l’amore per accudire il figlio”.

Nel ricorso in Cassazione, la difesa del padre non è riuscita a mettere in campo “una precisa contestazione dell’interpretazione adottata dal giudice d’appello” che, sottolinea il verdetto, ha compiuto “una esaustiva e coerente valutazione dei fatti”.

Ebbene la decadenza dalla responsabilità genitoriale non è una misura sanzionatoria come erroneamente stabilito dal Giudice di prime cure ma un rimedio quando il genitore non ha le capacità per prendersi ccura del figlio e va utilizzata quale extrema ratio ove nessun altro strumento risulti idoneo.