IMMIGRAZIONE: COME OTTENERE IL PERMESSO DI SOGGIORNO LAVORATIVO??

Ecco alcune semplici istruzione per ottenere il permesso di soggiorno lavorativo.

Quando viene rilasciato il permesso di soggiorno lavorativo?

Il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro è subordinato al possesso di un visto di ingresso per motivi di lavoro in seguito a nulla osta all’assunzione o allo svolgimento dell’attività lavorativa.

 

Il datore di lavoro come ottiene il nulla osta?

Il datore di lavoro, sia italiano che straniero, deve presentare allo sportello unico per l’immigrazione la documentazione necessaria  per la concessione del nulla osta.

Una volta ottenuto il nulla osta cosa deve fare il lavoratore?

Dopo l’ingresso nel territorio nazionale, il permesso di soggiorno va richiesto entro 8 giorni allo Sportello Unico della provincia dove è domiciliato il lavoratore o dove svolgerà l’attività lavorativa.

Durata

Il permesso di soggiorno può avere una durata diversa.

Tale permesso dura 2 anni se il contratto di lavoro è a tempo indeterminato;

ha, invece, la durata di 1 anno se il contratto di lavoro viene stipulato a

tempo determinato .

L’articolo 5, comma 9, del Testo Unico sull’Immigrazione stabilisce che, “il permesso di soggiorno è rilasciato, rinnovato o convertito entro venti giorni dalla data in cui è stata presentata la domanda”.

Nella pratica, purtroppo  i tempi di attesa del rilascio del permesso sono molto più lunghi e si possono dilatare anche fino a 12 mesi.

Quando presentare la domanda di rinnovo?

È molto importante sapere che la richiesta di rinnovo, secondo il TU dovrebbe, essere presentata 60 giorni prima della scadenza del permesso di soggiorno; e l’amministrazione dovrebbe rispondere in 20 giorni.

 

Il requisito del reddito

La giurisprudenza ha ormai consolidato un orientamento secondo cui è impossibile per le questure produrre una valutazione automatica delle risorse sufficienti legata ai parametri previsti dall’importo annuo dell’assegno sociale, dovendo invece considerare la storia lavorativa pregressa dell’interessato e la prospettiva di lavoro futuro.
Il caso più emblematico è quello di un lavoratore che al momento del rinnovo disponga di un contratto di lavoro di soli 6 mesi. Egli potrebbe non raggiungere l’importo dell’assegno sociale stabilito per un anno, ma comunque gli dovrà essere garantito il rinnovo del permesso di soggiorno considerando che la precarietà e la flessibilità del mercato del lavoro possono lasciar dedurre che alla scadenza dei 6 mesi l’interessato potrà trovare una nuova occupazione o rinnovare lo stesso contratto.

Non potrà cioè essere fatta valere per il diniego del pds la perdita del posto di lavoro avvenuta dopo la presentazione della domanda. Le conseguenze della lentezza dell’amministrazione non possono infatti essere fatte ricadere sull’interessato. Ma questa previsione è frutto di una pronuncia della giurisprudenza chiamata a decidere sulla durata del pds di uno straniero in possesso comunque di un contratto.
Sembra più rischioso far riferimento a questa possibilità come prassi generalmente valida.

A cura degli Avv.ti Maria Luisa Missiaggia e Maria Giulia Fenoaltea